Prime proposte operative negli ambiti del Lavoro, del Reddito indiretto, dell’Altreconomia

A questo link è disponibile il testo esteso della parte di programma su Economia e Lavoro

 

Proposta 2
Partecipazione e programmazione per politiche del lavoro integrate nell’Area Pisana che si sostanzi nella costruzione di tavoli di lavoro e momenti di confronto permanenti fra tutti gli attori in gioco.
Costruzione degli Stati Generali del Lavoro per l’anno 2013, alla luce anche della nuova distribuzione delle competenze che seguirà la chiusura delle Province, per definire così il futuro sviluppo della città.
Ricadute Attese: Un confronto a 360 gradi, aperto a tutti i soggetti nel quale discutere analisi, presentare buone pratiche e promuovere scelte condivise a livello di area. Attraverso questo percorso saremo in grado di capire quali sono le forme d’innovazione nell’impresa che possono essere espresse dal nostro territorio, quali le possibili ricollocazioni occupazionali alla luce della profonda quanto necessaria trasformazione e ristrutturazione dei settori produttivi. Ci aspettiamo di determinare nuove strategie per contrastare la precarietà e il lavoro nero, stabilire quali percorsi di formazione e di inserimento lavorativo che semplifichino l’ingresso nel mondo del lavoro.

Proposta 3
Bilanciamento delle tariffe e delle imposte locali in base alla situazione reddituale, patrimoniale e lavorativa; l’introduzione di aliquote progressive nell’addizionale IRPEF e di una soglia di esenzione;
Ricadute Attese: Limitare le conseguenze negative in termini di reddito reale e di esclusione sociale delle politiche governative degli ultimi anni. Proporre un sistema integrato di tariffe che cominci ad invertire la rotta partendo dalle classi sociali più in difficoltà. Le entrate che il Comune percepirà dalla riscossione delle imposte così perequate potranno essere reinvestite in progetti per la Città. Un maggior risparmio delle famiglie meno abbienti, incoraggia i consumi con ricadute positive sull’occupazione e inoltre promuove l’inclusione sociale riducendo i fenomeni di marginalità.

Proposta 4
Stop alle alienazioni degli immobili e dei terreni comunali, costruzione di percorsi per la loro assegnazione ad usi sociali (abitativo e economico). Per prima cosa proponiamo il censimento e la pubblicazione di tutte le proprietà pubbliche totalmente o parzialmente inutilizzate, poi si definiranno i criteri di valore sociale per le attività inserite nel percorso (condizioni di lavoro, compatibilità ambientale, contesto sociale).
Ricadute Attese: Il patrimonio pubblico può diventare un volano per una transizione sostenibile e la rivitalizzazione della città e del territorio. Innovare i processi produttivi sperimentando anche nuove forme di lavoro come il coworking per mettere in comune e combattere direttamente impoverimento e precarietà.

Proposta 5
Promuovere progettualità di quartiere per sostenere l’artigianato e il commercio al dettaglio, mediante l’attivazione di percorsi di filiera corta e commercio al dettaglio che rivitalizzino i quartieri periferici della città, anche attraverso finanziamenti europei; e l’attivazione delle comunità di quartiere come promotrici di progettualità in risposta a bisogni concreti.
Ricadute Attese: I processi partecipativi e propositivi attivati nei quartieri cittadini, permettono di far emergere le energie e la creatività necessaria per renderli luoghi vivibili e sicuri. Sfruttare la esperienze e competenze di chi vive il territorio e ne conosce problemi e risorse, sono la migliore arma contro il disagio e di degrado. E’ importante riportare al centralità di alcune politiche nei luoghi dove devono produrre i propri effetti, riattivando i presidi comunali e sanitari.