Prime proposte operative negli ambiti: Casa, Municipio laico e antidiscriminatorio, migranti municipio e territorio, politiche territoriali per la salute, La città e le donne, diritti infanzia e adolescenza, la città in carcere, politiche attive del comune per l’inclusione

A questo link è disponibile il testo esteso della parte di programma su Casa e Diritti di Cittadinanza


Ambito Casa

Proposta 15
Inserire nel bilancio un capitolo (finanziato da parte del gettito IMU) per la manutenzione straordinaria degli alloggi popolari, valorizzando gli interventi di efficientamento energetico riducendo i costi delle utenze.
Ricadute attese: Attenuare l’emergenza abitativa rendendo nuovamente disponibili alloggi pubblici esistenti; diminuire i consumi energetici e le bollette degli inquilini.

Proposta 16
Incentivare la proprietà privata ad immettere sul mercato gli alloggi sfitti, non solo penalizzando fiscalmente i proprietari di abitazioni sfitte, ma anche favorendo i proprietari con aliquote IMU agevolate, affinché concedano i loro immobili al Comune tramite il potenziamento dell’Agenzia Casa.
Tuttavia se i proprietari di grandi patrimoni abitativi sfitti (enti pubblici, banche, assicurazioni o privati) non avessero intenzione di concedere le loro abitazioni vuote, il Sindaco deve ricorrere alla requisizione in uso (prevista anche dall’art. 835 del Codice Civile) per fare fronte all’emergenza abitativa esistente e per rispettare la “funzione sociale” che l’art. 42 della Costituzione attribuisce alla proprietà privata.
Ricadute attese: maggiore disponibilità di case e contenimento dei canoni d’affitto. Dare risposta all’emergenza abitativa.

Proposta 17
Investire le entrate IMU (aliquote differenziate e abolita sulla prima casa) in particolare per il recupero o la ristrutturazione del patrimonio pubblico, non solo di quello abitativo, ma anche di quello socialmente utile, quali edilizia scolastica, sanitaria, carceraria, per uffici pubblici, siti museali e simili.

Proposta 18
Istituire un Osservatorio comunale della situazione abitativa (In Toscana la Legge Regionale n. 75/2012 ha dato vita ad un Osservatorio regionale) che preveda la partecipazione dei proprietari di case, degli inquilini, delle Agenzie Immobiliari e delle Associazioni di inquilini e proprietari. L’Osservatorio deve seguire le variazioni della domanda e offerta di abitazioni, il loro stato strutturale e di manutenzione, i prezzi di compravendita e dei canoni di locazione, la quantità e qualità dei servizi presenti nei quartieri, come in parte fa l’Osservatorio dell’Agenzia Territoriale. Tutti i dati devono essere accessibili gratuitamente in rete dai cittadini.

Proposta 19
Per accelerare i tempi di assegnazione degli alloggi di risulta da ristrutturare la vigente LR n. 96/1996 già permetterebbe di ricorrere a convenzioni di recupero e manutenzione da parte degli assegnatari.
Diventa prioritario il riconoscimento della partecipazione degli assegnatari alle decisioni sulla gestione dell’edilizia pubblica, sulla mobilità da casa a casa e sulla eventuale decadenza dall’assegnazione per perdita dei requisiti (in particolare per proprietà successivamente acquisita di altri immobili e per redditi elevati), funzioni dalle quali gli inquilini assegnatari sono oggi completamente esclusi.

Proposta 20
Questione abitativa degli studenti universitari fuori sede: è necessario, oltre ad un consistente aumento dei posti letto messi a disposizione dall’Azienda Regionale per il D.S.U., un controllo (oggi del tutto inesistente) da parte degli Uffici comunali sul malcostume degli affittacamere abusivi, cioè senza la prescritta licenza; ma anche un maggiore controllo da parte della G.d.F. sugli affitti in nero e/o in violazione della Legge 431/98. Pubblicizzare maggiormente la possibilità di applicazione della Legge n. 23/2011, che permette di fare emergere i contratti in nero e fuori legge, riducendo notevolmente il canone di locazione chiesto agli inquilini.

 

Ambito Municipio laico e antidiscriminatorio

Proposta 21
Prevedere la disponibilità di luoghi e tempi consoni per la celebrazione di matrimoni e unioni civili, di strutture per la cremazione, di sale del commiato.
Ricadute attese: Profonda modifica dell’orientamento valoriale e degli atteggiamenti culturali da parte di tutta la comunità, che vede rispecchiare nelle scelte di etica laica del comune il proprio pluralismo  e le proprie differenze.

Proposta 22
Rendere effettivi i diritti delle coppie che convivono attraverso l’approvazione del regolamento operativo comunale che produca ricadute e benefici reali per le coppie iscritte nel registro delle Unioni Civili.
Ricadute attese: Dare consistenza ed efficacia a uno strumento che il Comune di Pisa ha attuato in  maniera pionieristica e che però non ha prodotto nessun effetto in termini di riconoscimento dei diritti delle persone iscritte

 

Ambito migranti municipio e territorio

Proposta 23
Proponiamo l’istituzione di un tavolo per i permessi di soggiorno, al quale partecipino gli enti locali (Provincia e Comuni), la Questura, gli altri enti interessati (Direzione del Lavoro, Centri per l’Impiego, ASL, Prefettura ecc.), nonché le associazioni di volontariato, le comunità straniere, le organizzazioni sindacali e datoriali.
Ricadute attese: far valere interpretazioni normative che consentano la permanenza nella regolarità e, ove possibile, l’emersione dalla condizione di irregolare. Le politiche attive di tutela giuridica degli stranieri sono il primo, fondamentale passo per politiche concrete di inclusione delle e dei migranti.

Proposta 24
Apertura di spazi (negli immobili di proprietà comunale) dove le associazioni (italiane e straniere), le comunità e le famiglie possano organizzare gratuitamente eventi, feste, cene popolari, mostre, dibattiti culturali e politici. Il Comune deve garantire spazi per la socialità, per la promozione culturale, per la discussione politica. Non si tratta di un problema che riguarda solo gli stranieri, ma che investe tutta la città.
Ricadute attese: Potenziare la coesione della comunità locale riconosciuta nella sua composizione meticcia attraverso lo sviluppo delle relazioni e della socialità.

Proposta 25
Per la cosiddetta “questione rom” noi proponiamo una moratoria di tutti i provvedimenti di sgombero. Qualora si rendesse necessario l’allontanamento dei rom da determinate aree, si deve procedere prendendo accordi con le famiglie interessate, indicando loro altre aree dove poter abitare. I rom possono essere inseriti in programmi di auto-recupero di immobili abbandonati e sfitti: laddove non abbiano redditi sufficienti per pagare un affitto, possono cioè ristrutturare col loro lavoro degli alloggi, in cambio di canoni di locazione agevolati per un congruo periodo di tempo.
Ricadute attese: Gli alloggi recuperati diventano un patrimonio per tutta la comunità: possono diventare case popolari, appartamenti destinati all’emergenza abitativa, alle giovani coppie o alle famiglie in difficoltà. In questo modo si può uscire dall’alternativa “aiutare gli stranieri o i rom o gli italiani”, affermare il diritto alla casa per tutti e trasformare le comunità rom in una risorsa per tutti.

 

Ambito politiche territoriali per la salute

Proposta 26
L’organizzazione dei servizi territoriali: potenziare l’integrazione socio sanitaria. Vogliamo dare corso alla realizzazione delle Case della Salute a gestione pubblica presso il presidio di Marina di Pisa e di via Garibaldi. Sono il presupposto operativo per garantire la piena integrazione gestionale e professionale.
Va potenziata la rete delle residenze sanitarie per l’inserimento dei pazienti dimessi dalla struttura ospedaliera e che hanno bisogno di cure dopo la fase acuta della malattia.
Ricadute attese: Superamento delle asimmetrie e delle disuguaglianze attraverso la garanzia dell’unitarietà e universalità dell’accesso al sistema per la salute, percorsi integrati di cittadinanza, politiche proattive (che vanno verso la comunità) di promozione degli stili di vita sani e di prevenzione primaria e secondaria.

Proposta 27
Costituire una commissione composta da ASL, Comune, AUOP, UNIPI, con il compito di rilevare i bisogni di salute della popolazione del territorio pisano, identificati dall’Azienda Ospedaliera integrando i dati con quelli del Piano Integrato di Salute e con la funzione di sorveglianza della continuità ospedale-territorio.
Ricadute attese: Definire un profilo ampio e definito di bisogni di salute del territorio, che grazie alla rilevazione integrata con l’Azienda ospedaliera, potrebbe offrire un quadro ampio e capillare, utile a definire gli obiettivi della riorganizzazione dei servizi.

 

Ambito La città e le donne

Proposta 28
Proponiamo un luogo di partecipazione delle donne largo ed inclusivo, dove si possa discutere di tutti i settori dell’amministrazione e dove si possa discutere di rappresentatività, lavoro, spazi, salute e violenza.
Ricadute attese: Assumere il punto di vista delle donne modifica la qualità dell’amministrare e produce maggior protagonismo reale e sostanziale delle donne nella vita pubblica.

Proposta 29
Per un intervento integrato di contrasto alla violenza intrafamiliare, sviluppando prassi di integrazione con altri servizi per giungere all’autonomia e alla piena cittadinanza delle donne accolte al Centro Antiviolenza, mettendo in rete le opportunità offerte da altri settori di competenza comunale (politiche abitative) e di competenza provinciale (Centri per l’Impiego e formazione professionale).
Ricadute attese: Rendere stabile il sistema di contrasto alla violenza domestica tutelando la dimensione larga e municipale e la centralità che hanno nel percorso la cultura, i saperi femminili e le pratiche delle donne, evitando di ridurre il complesso degli interventi di contrasto alla violenza a prestazione sanitaria specialistica da erogare presso i presidi consultoriali.

 

Ambito diritti infanzia e adolescenza

Proposta 30
Elaborare il Piano Regolatore dell’infanzia e adolescenza affinché il territorio possa disporre di una dotazione di servizi armonica per fasce di età e di proposte di natura educativa. Costruire un luogo unitario di coordinamento delle politiche locali partecipato dalla cittadinanza attiva per l’infanzia allo scopo di programmare gli interventi e misurare l’impatto delle politiche comunali sull’infanzia.
Ricadute attese: applicazione sul territorio comunale della Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo che considera i bambini e le bambine come soggetti portatori di diritti propri.

Proposta 31
Mantenere la dotazione organica a 69 unità di personale educativo (accordo con le RSU dell’aprile del 2011), ma che risulta essere vacante di undici posti, da assumere attraverso concorso pubblico. Mantenere il carattere interamente pubblico dei nove nidi comunali senza dare corso a nuove esternalizzazioni. Valorizzare i nidi pubblici comunali e la loro lunga e radicata esperienza educativa, facendo dei servizi comunali un riferimento per tutta la rete dei servizi educativi.
Ricadute attese: preservare la qualità e la positiva tradizione del sistema dei nidi comunali, opponendosi alle recenti disposizioni regionali che rappresentano una vera e propria regressione del sistema educativo pubblico.

 

Ambito la città in carcere

Proposta 32
Istituire visite periodiche in carcere degli operatori dei servizi comunali al fine di consentire l’accesso ai medesimi servizi a cui si rivolgono i cittadini liberi. Promuovere un’applicazione più ampia dell’istituto della residenza come diritto soggettivo del riconoscimento dell’abituale dimora di un/una cittadino/a. Garantire anche la dignità dell’accoglienza delle famiglie detenute attraverso il contributo del terzo settore allestendo uno spazio per l’accoglienza nei pressi dell’istituto penitenziario.
Ricadute attese: Riconoscimento della piena cittadinanza delle persone detenute, che rimangono cittadine pur se private della libertà. Umanizzazione del trattamento e della relazione tra amministrazione penitenziaria, città e famiglie delle persone detenute.

 

Ambito politiche attive del comune per l’inclusione

Proposta 33
Istituire un servizio zonale di mediazione, accompagnamento e sviluppo per le persone svantaggiate che rilanci politiche attive per il lavoro, integrando le competenze provinciali e quelle comunali sulla lotta all’esclusione sociale. Il servizio di mediazione lavorativa dovrà inoltre sensibilizzare il mondo produttivo locale e informare circa le opportunità e gli incentivi offerti dalla Regione Toscana.

Proposta 34
Dare piena attuazione al piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) e mantenere attivo, per tutta la durata del piano, il processo partecipativo con la cittadinanza attiva e i servizi, prevedendo formali processi di monitoraggio. Estendere a tutte le periferie gli interventi previsti nel centro storico dal PEBA.