Prime proposte operative negli ambiti: acqua pubblica, spazi sociali

A questo link è disponibile il testo esteso della parte di programma sui Beni Comuni

 

Ambito acqua pubblica

Proposta 35
Sostegno di campagne nazionali e internazionali per una gestione pubblica dell’acqua: supporto della campagna di obbedienza civile (autoriduzione delle bollette), alla legge di iniziativa popolare sulla gestione pubblica dell’acqua, intesa come diritto (non interruzione del servizio per morosità; applicazione di tariffe su base ISEE; quota di acqua giornaliera gratuita), e alla campagna “Iniziativa Cittadini Europei” sull’acqua pubblica. Contrasto all’ATO unico: promozione di modelli alternativi alla gestione unica del servizio idrico a livello regionale.
Ricadute attese: Si ritiene che questa proposta possa sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza nei confronti di iniziative che diano piena attuazione alla volontà popolare espressa dai referendum del 2011 e che pongano le basi per evitare future violazioni da parte di soggetti pubblici e privati.

Proposta 36
Piano per il rimborso dei profitti privati: il Comune deve farsi promotore affinché l’Autorità Idrica Toscana (AIT) proceda alle pratiche di rimborso della quota corrispondente alla remunerazione del capitale sinora illegittimamente pagata in bolletta dagli utenti.
Ricadute attese: Tali azioni, condotte dall’autorità comunale a livello regionale, rientrano nella battaglia per la piena attuazione dei referendum 2011; riduzione delle bollette dei cittadini.

Proposta 37
Contrasto alla privatizzazione: impedire che la gestione attuale – Acque Spa – sia ulteriormente svuotata attraverso la cessione di servizi a società partecipate, evitando così di ripubblicizzare poi una scatola vuota.
Incentivo alla ripubblicizzazione: avviare in sede di commissioni consiliari gli approfondimenti per identificare nuove forme di gestione del servizio idrico a livello locale, attraverso società di diritto pubblico senza scopo di lucro.
Ricadute attese: Riappropriazione della sovranità pubblica sulla gestione dell’acqua; svincolo dagli interessi dei privati.

 

Ambito spazi sociali

Proposta 38
Supporto agli spazi sociali già esistenti, attraverso il loro immediato riconoscimento, concessione di spazi pubblici a soggetti impegnati in attività sociali nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione, e affermazione dei principi di sussidiarietà, auto-gestione e indipendenza degli spazi sociali.
Adesione alla “Carta di Napoli”: riconoscimento del valore di “bene comune” agli spazi sociali nei quali si portano avanti esperienze di integrazione e attività solidali, culturali e artistiche; impegno da parte del Consiglio comunale e della Giunta comunale a impedire ogni sgombero coatto, e comunque a operare con tutti i propri strumenti per mediare tra le parti in vertenze critiche.
Incentivo alla diffusione di spazi sociali nei quartieri: impegno per uno sviluppo integrato di spazi sociali di diversa natura (destinati a specifiche categorie, inter-generazionali, ecc.), a disposizione dei cittadini in tutti i quartieri, da realizzare attraverso percorsi di partecipazione sensibili alle diverse concentrazioni di soggetti sociali nei vari quartieri della città (ad es., studentati, ecc.) e il coinvolgimento delle realtà già operanti sul territorio.
Ricadute attese: Trasformare profondamente il ruolo degli spazi sociali in città, favorendo una nuova cultura dell’integrazione e della condivisione e recependo le pressanti esigenze di spazi sociali nelle periferie. Il Comune diventa soggetto attivo propositivo nella promozione di tali esperienze.

Proposta 39
Pieno sostegno a progetti di auto-recupero di immobili abbandonati di proprietà pubblica o privata da parte di soggetti impegnati in attività sociali no-profit, anche mediante un modello unico di bando, elaborato dal mondo associativo attraverso un percorso partecipato. Uso sociale di immobili privati abbandonati come strategia generale per rendere disponibili a cittadini e associazioni le aree di proprietà privata inutilizzate (capannoni, fabbriche dismesse, ecc.), attraverso un modello unico di contratto pluriennale di comodato d’uso gratuito, garantito dal Comune e reso attrattivo anche per la proprietà mediante agevolazioni di natura fiscale sull’area concessa; impegno del Consiglio comunale a votare solo varianti di interesse pubblico sulle aree di proprietà privata inutilizzate.
Ricadute attese: Consentire una sinergia tra enti pubblici, e tra questi ultimi e i privati, che porti ad aumentare notevolmente gli spazi sociali a disposizione, attraverso un modello capace di adattarsi alle diverse caratteristiche degli spazi stessi e di chi ne intende fare uso, responsabilizzando le esperienze di auto-gestione. Unito al blocco delle alienazioni degli immobili pubblici (vd. programma generale), si ritiene che permetta di predisporre un più congruo patrimonio di spazi destinati all’uso sociale, capaci anche di rispondere alle mutevoli esigenze espresse dalla cittadinanza.

Proposta 40
Gestione pubblica dei grandi spazi sociali di proprietà comunale, i cui ambienti saranno a disposizione a titolo gratuito a tutti i soggetti che ne facciano richiesta per attività sociali no-profit, e non potranno più ospitare attività di natura ristorativo-commerciale, né eventi di promozione a fini di lucro.
Impulso all’uso sociale del Giardino Scotto e del futuro Parco di Cisanello: massima apertura degli spazi verdi pubblici alle attività sociali di cittadini e associazioni, anche attraverso il loro coinvolgimento nella cura e nello sviluppo di tali spazi.
Ricadute attese: Revisione dell’attuale gestione degli spazi di proprietà comunale, sottraendoli alla conduzione di fatto privatistica oggi vigente e restituendoli alla piena accessibilità di tutti i cittadini e alla loro reale natura pubblica.

Proposta 41
Revisione del canone d’affitto degli spazi comunali: revisione del regolamento sul patrimonio immobiliare di proprietà comunale, fissando la quota di scorporo dell’affitto di uno spazio sociale al 95% rispetto al valore di mercato per soggetti no-profit.
Proposta 42
Apertura di uno sportello gratuito gestito dal Comune che offra consulenza preventiva sulle norme di sicurezza e igiene da rispettare negli spazi sociali e sportivi. Sviluppo di aree sportive integrate, in grado di ospitare sia attività sociali, sia attività sportive, accessibili a titolo gratuito o a costi ridotti ai soggetti che ne facciano richiesta; ipotesi di affidamento in auto-gestione di aree sportive abbandonate.
Ricadute attese: Questa proposta unisce una serie di azioni che mirano ad agevolare sotto più aspetti l’accessibilità e la fruizione di spazi sociali, ivi compresi gli spazi sportivi.