Prime proposte operative negli ambiti: Cultura,  Arte, Pace

A questo link è disponibile il testo esteso della parte di programma su Cultura, Arte, Pace

 

Ambito Cultura e arte

Proposta 43
Realizzare una Rete Urbana della Cultura (RUC): un sistema fluido e non rigido di interconnessioni tra le diverse realtà e sensibilità attive in città, per valorizzare gli spazi di aggregazione e di elaborazione presenti e futuri diffusi sul territorio cittadino, collegato a un portale web sempre aggiornato, che funga da motore e da agenda.
Ricadute attese: Valorizzare tutte le forme di autoproduzione artistica e culturale che negli ultimi anni a Pisa sono letteralmente fiorite: un meccanismo di decentramento e di promozione dell’autogestione, contro ogni forma di accentramento.

Proposta 44
Attuare progettualità di “biblioteche dal basso” affidate ad associazioni che operino nei quartieri e che possano farsi carico delle donazioni spontanee provenienti dai cittadini, messe poi a disposizione per la lettura e il prestito; la raccolta dei libri faciliterebbe anche una raccolta della memoria, per recuperare e offrire a tutti il passato resistenziale e della storia del lavoro della città, attraverso un museo della memoria diffuso.
Ricadute attese: Supportare il sistema bibliotecario pubblico – inteso nelle sue diverse declinazioni – spesso carente e di difficile accesso; favorire la lettura e la cultura del leggere; promuovere la socialità di quartiere. Promuovere luoghi di coordinamento delle iniziative legate alla memoria resistenziale e antifascista, come ad esempio le attività dell’Anpi, del Centro per la Didattica della Storia, della Biblioteca Franco Serantini.

Proposta 45
Istituire un Biglietto Integrato Pubblico (BIP) per usufruire della rete di trasporti e di quella museale della zona pisana, secondo l’esempio delle Citycard in uso nelle città d’arte europee. Per far questo il Comune deve farsi carico in prima persona di un coordinamento pubblico tra le varie istituzioni cultural-museali (Opera, Fondazione Palazzo Blu, Musei nazionali e universitari) e le espressioni dei cittadini attivi culturalmente in ogni tipo di campo (teatro, musica, arte, culture giovanili).
Ricadute attese: Spalmare la presenza turistica sulle decine di “poli silenti” presenti in città, oltre che per aprire nuovi fronti di attrazione con tutti i vantaggi positivi del caso. Da prevedere l’integrazione con l’area vasta, consentendo un accesso più immediato a meraviglie locali da valorizzare come il Parco di San Rossore o la Certosa di Calci.

Proposta 46
Un’area centrale del Santa Chiara dedicata al piccolo artigianato locale e uno spazio pubblico ben accessibile dedicato alla promozione della cultura cittadina (es. copie di statue del Medioevo pisano per promuovere la visita al Museo San Matteo) e degli eventi presenti in città, in cui il visitatore possa facilmente accedere al sistema promosso con il Biglietto Integrato Pubblico.
Ricadute attese: Riconoscere il rispetto del patrimonio culturale dell’area del Campo dei Miracoli, invece di svendere interamente l’ex zona ospedaliera a grandi operatori commerciali, operazione che trasformerebbe il Santa Chiara in una piccola Capri, disneyzzata e anonima, invasa dai flagship store delle grandi firme. Promuovere il sistema museale di zona vasta.

Proposta 47
Istituire una Carta Cultura della Città (CCC), con agevolazioni per giovani, pensionati, disoccupati, famiglie e precari: un passo necessario per il pieno godimento artistico e culturale di chi attraversa Pisa a vario titolo, con tariffe ridotte d’ingresso ai monumenti storici cittadini per residenti, studenti UNIPI e per chi lavora in città.
Ricadute attese: Dare un respiro compiuto all’integrazione dell’offerta culturale cittadina, sia per il visitatore esterno che per il residente. Promuovere il turismo a km zero da parte dei cittadini; diffondere la consapevolezza del patrimonio artistico e culturale pisano.

Proposta 48
Costruire un festival annuale che serva a presentare il frutto dei percorsi artistici attivati in città e metterli in dialogo con esperienze artistiche provenienti da fuori. Le politiche del lavoro e la scelta degli sponsor legate alla realizzazione degli eventi culturali dovranno essere monitorate dall’Amministrazione.
Ricadute attese: Un festival che non sia un momento settoriale, ma un momento di condivisione per tutta la cittadinanza da mettere in collegamento con altri percorsi e soggetti attivi. La supervisione da parte del Comune su lavoro e sponsor deve portare a privilegiare in assoluto quelle realtà che praticano condizioni di lavoro eque e trasparenti.

Proposta 49
Decongestionare il centro storico dalla socialità notturna, adibendo la Cittadella e il Giardino Scotto come luoghi di attività giovanili e culturali aggiuntive. Per la vivibilità del centro storico e delle zone attualmente ad alta frequentazione notturna, vanno potenziati gli arredi e i servizi urbani: bagni pubblici, illuminazione e cestini dei rifiuti.
Ricadute attese: Una minore pressione della frequentazione notturna nelle strade del centro storico; un’attivazione di spazi realmente aperti e disponibili per le attività dal basso; restituire alle piazze cittadine la loro funzione di luoghi addetti alla promozione culturale per tutti e di tutti. Migliorare la condizione delle vie centrali; evitare la riduzione del centro storico a pattumiera.

 

Ambito Cultura e territorio di Pace

Proposta 50
Formare tutti gli operatori di Polizia Municipale di Pisa e le altre forze dell’ordine alla gestione creativa e nonviolenta delle situazioni di tensione, e ripensare la polizia locale come corpo disarmato.
Ricadute attese: forze dell’ordine capaci di difendere l’ordine pubblico e promuovere la sicurezza dei cittadini con capacità di mediazione, interposizione, conciliazione, ritenendo la coercizione come ultima risorsa.

Proposta 51
Costruire con le scuole un programma di “alfabetizzazione” alla gestione nonviolenta dei conflitti per bambini e ragazzi, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato, l’associazionismo e l’Università. Escludere la partecipazione di Forze Armate dai programmi educativi patrocinati dal Comune.
Ricadute attese: avviare forti azioni di contrasto al bullismo e formare generazioni di cittadini capaci di trasformare i conflitti in opportunità di miglioramento interpersonale e sociale.

Proposta 52
Aprire sportelli di mediazione per conflitti familiari e sociali (condominiali, aziendali, ecc.) che offrano servizi gratuiti per la popolazione, e avviare programmi di comunicazione pubblica per informare la cittadinanza sui vantaggi della mediazione.
Ricadute attese: minor ricorso a vie giudiziarie e alle forze armate per la gestione dei conflitti, maggiore coesione sociale e capacità dei cittadini di gestire i conflitti con modalità nonviolente.

Proposta 53
Potenziare l’attuale polo di studi sulla pace presso l’Università di Pisa. Rafforzare la visibilità e capacità di ricerca di questo settore della nostra università avrebbe ricadute significative a livello territoriale e nazionale.
Ricadute attese: Università di Pisa affermata a livello nazionale nella formazione di operatori di pace e negli studi su pace e disarmo, capace di offrire consulenza in questi campi alle istituzioni.

Proposta 54
Adottare tutte le misure atte a bloccare il progetto dell’Hub Aeroportuale Militare, a partire da una valutazione di impatto sul territorio, rimettendo inoltre in discussione la direzione militare dell’aeroporto di Pisa. Prendere posizione di netta contrarietà rispetto al programma nazionale di acquisto di cacciabombardieri F35.
Ricadute attese: avviare una trattativa con i Ministeri competenti per promuovere una direzione civile dell’aeroporto. Attivare opposizione dei territori a un progetto del Ministero della Difesa che sottrarrà nei prossimi anni tra i 15 e i 20 miliardi di euro al bilancio statale.

Proposta 55
Promuovere un programma ad ampio raggio per favorire la riconversione ad usi civili di basi, strutture e industria militare presenti sul territorio. Costituire con altri enti locali toscani un comitato unitario per lo smantellamento e la riconversione a scopi civili della base di Camp Darby, elaborare un piano di prevenzione ed evacuazione delle popolazioni in caso di incidente grave nella base, e avanzare richiesta formale a che le autorità locali possano entrarvi periodicamente per verificare le attività in corso.
Ricadute attese: offrire un piano di riconversione ad aziende locali che dipendono da commesse militari. Promuovere atteggiamento politico e operativo di “Riconversione preventiva” della base di Camp Darby, che pianifichi sin da subito le condizioni per il ripristino dell’area ad uso esclusivamente civile e il controllo democratico sul territorio.