Anche l’Anpi Pisa sostiene il memoriale: perché non farlo?

Dopo quella di Salvatore Settis, una nuova presa di posizione, importante e significativa, si aggiunge all’appello lanciato qualche settimana fa dal mondo della cultura cittadino a sostegno della nostra proposta di emendamento alla variante urbanistica che arriverà a breve in Consiglio Comunale: Bruno Possenti, presidente del Comitato provinciale Anpi di Pisa, ci ha infatti comunicato l’adesione al testo da parte della Segreteria provinciale dell’Anpi.

Un sostegno che si aggiunge alla lunga lista di singoli, soggetti associativi e politici che nelle scorse settimane hanno sostenuto l’idea di realizzare una “porta verde” che colleghi il Lungarno ad un Parco urbano lungo le mura del Giardino Scotto e del Bastione Sangallo, trasformando i ruderi abbandonati in un memoriale dei tragici eventi della Seconda guerra mondiale. Su quest’ultimo aspetto, l’adesione dell’Anpi provinciale di Pisa ha un valore molto forte: il sostegno dell’associazione che per sua vocazione promuove la memoria dell’esperienza bellica per rinforzare la democrazia del nostro paese, ci dà il senso dell’importanza che potrebbe avere per la città realizzare un memoriale dedicato a quando l’Arno fu un fronte di guerra, nella più devastante guerra della storia.

La nostra proposta è stata affrontata dalla Prima Commissione Consiliare Permanente, che ha espresso un parere negativo, motivato da parte del PD con una generica difesa della proprietà privata. Eppure si tratterebbe di fare lo stesso percorso sostenuto dal PD per il Parco di Cisanello: modificare le previsioni urbanistiche da area edificabile a parco pubblico. Da settant’anni su quella porzione di Lungarno Galilei insiste una previsione di ricostruzione fedele al palazzo presente fino alla guerra che la proprietà non ha realizzato, condannando conseguentemente il quartiere a convivere con un’ampia zona di abbandono e squallore.

Perché allora non cambiare? Perché non trasformare un problema in un’opportunità di riqualificazione e rilancio di un’area che meriterebbe ben altra sorte, in una città che ha bisogno di aree verdi in centro storico? Siamo convinti, ed anche il sostegno popolare ricevuto (quasi 1.500 firme sulla petizione on-line) ce lo conferma, che la soluzione che proponiamo sia percorribile e rappresenterebbe un modello di riqualificazione urbana: andando incontro ai veri bisogni e desideri della cittadinanza.

Il gruppo consiliare Una Città in Comune – Rifondazione Comunista il prossimo 6 aprile, quando sarà discussa la variante urbanistica in Consiglio Comunale, presenterà questa proposta, chiedendo di emendare la delibera in modo da renderla praticabile. Facciamo appello a tutte le forze politiche che si sono espresse contrariamente a rivedere la loro posizione e ascoltare questa forte e plurale voce che viene dalla città.

Una città in comune

 

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