Comune di Pisa, bilancio Consuntivo 2016: i fallimenti della maggioranza e della giunta Filippeschi

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Domani arriverà in Consiglio comunale per la sua approvazione il rendiconto della gestione dell’esercizio 2016. Verranno così al pettine tutti i nodi che da tempo mettiamo in evidenza rispetto alla gestione del bilancio e alle scelte strategiche della giunta Filippeschi e della sua maggioranza.

Abbiamo sempre sottolineato che il piano faraonico di alienazioni è solo un gioco contabile che l’amministrazione usa per far “quadrare” i conti e costruire un piano altrettanto faraonico delle opere pubbliche. Piani che però restano da anni sulla carta. Infatti, ecco i numeri: la previsione iniziale di entrata del Bilancio 2016 per alienazioni patrimoniali ammontava a 14 milioni e 420 mila Euro, ma a fine esercizio risultano entrate accertate per soli 544,615,27 Euro.

Su questa base così aleatoria l’amministrazione Filippeschi costruisce da anni un programma di lavori pubblici che però evidentemente non è possibile mettere in atto, dato che non si realizzano le entrate: cioè il bilancio serve solo a dare l’illusione che le opere pubbliche verranno attuate, divenendo sostanzialmente una grande e sterile operazione di immagine.

A fronte di questa operazione, noi rilanciamo ancora una volta la proposta di congelare il piano delle alienazioni degli immobili e dei terreni comunali, per scegliere la strada dell’assegnazione ad usi sociali dall’abitativo al produttivo. È una scelta che prende atto della realtà e affronta con serietà il problema della gestione e dell’uso del patrimonio immobiliare.

Ma anche un altro dato ci preoccupa. L’inefficacia e la tardività dell’azione dell’amministrazione per quanto il recupero dell’evasione in particolare di ICI e IMU.

A fronte di accertamenti per 4 milioni e 639 mila euro nello scorso anno risultano riscossi appena 330 mila euro, ovvero il 7,12%. Nella nostra città questo fenomeno è emerso in tutta la sua portata e gravità in gran parte grazie alla nostra attività di controllo e ha caratteristiche ben precise per cui vi è un ristretto numero di grandi proprietari e imprenditori che negli anni ha maturato debiti enormi senza che il Comune avviasse tempestivamente tutte le azioni per il recupero di cifre così importanti che potrebbero essere investite per le emergenze sociali della nostra città.

Parimenti colpisce il dato sulle sanzioni in materia di codice della strada che per quest’anno supera i 10 milioni di euro, con una riscossione pari a meno del 50%: 4 milioni e 300 mila euro. Al riguardo si uniscono, quindi, due dati negativi: un minore rispetto delle regole da parte dei cittadini e una minore capacità di recupero da parte del Comune rispetto all’anno precedente. Con oltre 6 milioni di euro che finiscono nel fondo di svalutazione.

Sul bilancio pesano, poi, come macigni due questioni le cui responsabilità sono tutte politiche da parte chi ha governato Pisa in questi anni: 1) il contenzioso per il parcheggio di Piazza Vittorio Emanuele; 2) la Sesta Porta.

Nel primo caso sono accantonati nel fondo rischi 3 milioni di euro, una cifra per di più destinata ulteriormente a crescere: da essere un’opera pubblica realizzata a costo zero in cambio della gestione e che addirittura generava un introito con un canone annuale, questa operazione si sta trasformando nell’ennesima voragine per le casse comunali e quindi per le tasche dei cittadini e delle cittadine.

Caso non diverso è quello della Sesta Porta, un’operazione immobiliare sbagliata e il cui peso economico di fatto rende Pisamo quasi inoperativa da un punto di vista finanziario, con un debito per il mancato versamento del canone nei confronti del Comune di Pisa per oltre dieci milioni di euro.

Infine il tanto decantato avanzo di amministrazione pari a circa 20 milioni di euro non può essere in alcun modo motivo di vanto per la maggioranza e la giunta Filippeschi, ma è anzi la dimostrazione concreta ed inequivocabile della mancanza di qualsiasi capacità di progettazione, programmazione e spesa da parte di chi oggi governa la nostra città. La quasi totalità di queste risorse, infatti, sono fondi vincolati che l’amministrazione aveva già stanziato l’anno precedente e che non è stata capace di utilizzare portando a compimento i progetti e gli investimenti previsti.

Siamo di fronte ad una situazione paradossale il cui esito è quello di non dare risposte ai bisogni delle cittadine dei cittadini rispetto ad un miglioramento della qualità urbana della vita e nella erogazione adeguata dei servizi.

La maggioranza proverà a fare con questo bilancio il suo ultimo spot elettorale prima delle prossime elezioni e centellinare le risorse per alcuni tagli di nastro da campagna elettorale. Ma Pisa ha bisogno oggi di ben altro: diverse politiche fiscali e priorità negli investimenti, a partire dalla stessa sulla macchina comunale e dal suo personale ridotto ormai all’osso.

Una città in comune

Partito della Rifondazione Comunista

Sinistra Italiana

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