Concetto Marchesi: si annulli la gara, no alla finanziarizzazione del patrimonio scolastico

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Container e strutture prefabbricate per ospitare la popolazione del Concetto Marchesi che complessivamente conta, tra studenti e personale di entrambe le scuole, quasi duemila persone che vi circolano ogni giorno.  È questa la folle ipotesi che la Provincia di Pisa starebbe valutando all’interno del progetto per la realizzazione del “nuovo” Concetto Marchesi.
Vogliamo specificare sin da subito che si tratta di una idea insensata che trova la nostra più ferma opposizione in quanto non solo è inadatta da qualsiasi punto di vista ma rappresenterebbe un ingiustificato ed ingiustificabile spreco di denaro pubblico.
Riteniamo che occorra con urgenza riaprire una discussione pubblica su questo intervento e le tante, troppe, criticità rispetto alle modalità con cui la Provincia intende portarlo avanti.
Se da un lato è evidente che serve un intervento pubblico straordinario per risolvere i gravi problemi della struttura, dall’altro siamo contrari al fatto che a guidare l’operazione per la realizzazione della nuova scuola sia l’Inail attraverso un proprio fondo immobiliare, tanto più dopo l’esito del referendum del 4 dicembre che non solo non ha abolito le Province ma ne ha confermato le funzioni.
Vogliamo ricordare che l’operazione prevede che, una volta terminati i lavori, l’Inail, oltre ad aver incassato per circa venti anni un interesse del 3% sul capitale investito (si parla di circa 20 milioni di euro), otterrebbe alla fine anche la proprietà dell’immobile. E chi pagherà questo interesse?  Perché la proprietà deve passare ad un ente parastatale che potrebbe un giorno decidere di valorizzazione della struttura e venderla?
Nel scorse settimane, inoltre, la Provincia ha chiuso il bando per la progettazione del nuovo concetto Marchesi: un bando con tempi ristrettissimi e non adeguati a fronte di una progettazione così articolata e con elementi contraddittori al suo interno. Anche qui il buon senso vorrebbe che la Provincia annullasse la suddetta procedura per riaprire un vero concorso di idee internazionale, vista l’indiscussa importanza e rilevanza dell’opera di Pellegrini.
Vogliamo delle risposte chiare su tutti questi punti da parte di chi amministra a livello provinciale e comunale perché il timore è che si stia costruendo un grande business intorno ad un bisogno fondamentale della città come quello di una struttura sicura ed accogliente per studenti e lavoratori della scuola pubblica.

Una città in comune
Rifondazione Comunista

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