Ericsson, avviata procedura per altri 315 esuberi: a rischio i lavoratori di Pisa già costretti a trasferirsi a Genova

protesta lavoratori ericsson-2

L’attacco della Ericsson nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici non si ferma. E’ di questi giorni la notizia che la multinazionale ha dato il via ad una ulteriore procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà 315 esuberi a livello nazionale.

Di questi in particolare 61 riguardano la città di Genova, e potrebbero interessare anche i lavoratori e le lavoratrici che a Gennaio sono stati costretti al trasferimento da Pisa al capoluogo ligure a fronte della decisione unilaterale di Ericsson di chiudere il polo pisano. Dopo il danno anche la beffa.
Condanniamo fermamente ancora una volta il comportamento della Ericsson spa che in maniera unilaterale e senza alcuna motivazione, se non quella di aumentare i propri profitti, sta mandando a casa in pochi mesi centinaia di lavoratori, pur avendo ottenuto in questi anni milioni di euro di finanziamenti pubblici proprio allo scopo di creare posti di lavoro.

Alla luce di queste ulteriori novità riteniamo ancora più inopportuna e inaccettabile da parte della Regione Toscana la sottoscrizione nel mese di febbraio del contratto per il progetto FIPILI 3 per 7 milioni di euro.

E’ necessario che queste risorse non vengano assegnate alla multinazionale, vista l’ormai evidente intenzione di portare avanti una condotta predatoria del “prendi i soldi e scappa”, ma non solo: è anche necessario che la Regione provveda con rapidità alla richiesta di restituzione delle risorse elargite in questi anni all’azienda, visto il mancato rispetto del dettato costituzionale sul ruolo sociale dell’impresa privata.

Una città in comune
Partito della Rifondaizone Comunista

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