fabioSono nato a Campobasso il 28 settembre 1991. La mia storia inizia nel sud Italia, nella
città di mio padre, lavoratore del pastificio “La Molisana”, protagonista agli
inizi del nuovo millennio di una gravissima crisi. Una vicenda che ha segnato
la mia esistenza e quella di tutta la mia famiglia, e che nel 2001 ci ha
condotto a Pisa, città nella quale sono cresciuto e dove ho condotto le mie
prime esperienze formative.

Dopo un primo periodo di transizione, la mia famiglia riesce a trovare a Pisa
una collocazione nel mondo del lavoro e un posto dove vivere, nel quartiere de
”La Cella”. Mio padre lavora ora come magazziniere e trasportatore per un
piccolo magazzino logistico di Cascina, mia madre è impiegata al Cottolengo,
mentre mia sorella è iscritta al primo anno di Infermieristica all’Università
degli Studi.

L’arrivo a Pisa è stato segnato da una precoce immersione nel tessuto sociale
della città. Per ben nove anni (dal 2002 al 2011) sono stato boyscout e già nel
2006, fino a tutto il 2011, ho militato nei collettivi degli studenti medi,
prendendo parte attiva a tutte le grandi mobilitazioni, prima contro la riforma
Fioroni, poi contro la riforma Gelmini. Ho lavorato molto sulle autogestioni
nelle scuole come modello e strumento di fondamentale importanza, impegnandomi
direttamente nell’organizzazione di gruppi di lavoro sui temi dell’antimafia e
sulla produzione di iniziative che provenissero direttamente dagli studenti
(dibattiti, concerti autogestiti, giornali scolastici).

Nel 2011, in reazione a un momento di crisi dei collettivi studenteschi, nasce
anche per mia iniziativa l’esperienza di “Officina 5 punte”, un collettivo
politico che oggi è inserito a pieno titolo nel dibattito cittadino.

Ancora nel 2011 mi unisco al “Progetto Cabron”, associazione antimafia e primo
promotore del presidio di Libera a Pisa. Con i compagni di Cabron partecipo
nello stesso anno a un campo di lavoro a Belpasso in provincia di Catania,
esperienza che mi ha profondamente segnato. Attraverso l’attività condotta con
Cabron, entro in contatto con il Progetto Rebeldia e prendo parte attiva alla
formazione del Municipio dei Beni Comuni che oggi ha sede presso l’ex
Colorificio Liberato di via Montelungo a Pisa.

Ho scelto di inserirmi subito nel mondo del lavoro, vivendo tutte le
contraddizioni e le difficoltà di un sistema chiuso, ostile nei confronti di 
chi si avvicina in giovane età al tortuoso percorso che conduce alla ricerca di
un’occupazione. Dopo due anni di inoccupazione sono riuscito ad attivare un
tirocinio formativo “Giovani sì”, ora in corso di svolgimento.

La politica attiva resta la mia passione, e il mio primo pensiero. Ed è questa
la ragione del mio impegno nelle fila di Una città in Comune: fare di Pisa una
città più giusta, inclusiva, aperta ai giovani e alle loro necessità.