Gravissime le recenti dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato della Paim sui temi dell’accoglienza

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Riteniamo gravissime le recenti dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato della Paim sui temi dell’accoglienza. Noi non siamo disponibili a passarci sopra, e fare finta di nulla e abbiamo inviato una lettera al Prefetto perché non è pensabile che gestisca l’accoglienza chi afferma: “se gli immigrati preferiscono la legge della Sharia, consigliamo loro di stabilirsi dove questa è legge di Stato” (http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2017/05/28/news/spaccio-profughi-arrestati-1.15405246)

 

Al Prefetto di Pisa

Oggetto: In relazione alle recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato della Paim sui temi dell’accoglienza

 

Gentile Sig. Prefetto,

Le scriviamo con riferimento alle recenti dichiarazioni con cui l’Amministratore delegato della Paim, Sig. Giancarlo Freggia, ha commentato l’arresto di due richiedenti protezione internazionale, accolti dalla sua cooperativa e accusati di aver spacciato pochi grammi di droghe leggere.

«Vanno immediatamente rispediti a casa loro», «non possiamo farci prendere in giro»; «gli italiani pretendono rispetto», «se gli immigrati preferiscono la legge della Sharia, consigliamo loro di stabilirsi dove questa è legge di Stato». Queste frasi, estratte dalle dichiarazioni del sig. Freggia, somigliano più a una conversazione da bar che al commento di un professionista incaricato di accogliere richiedenti asilo e rifugiati.

Un professionista e un tecnico, infatti, dovrebbe evitare le generalizzazioni (gli immigrati, la sharia, l’Islam…), e dovrebbe sempre ricordare che si accolgono singole persone in carne e ossa, ciascuna con le sue specificità, i suoi bisogni e i suoi problemi. «La costruzione di una relazione di qualità», si legge nel Manuale Operativo Sprar, «deve (…) porre sempre la massima attenzione all’esperienza soggettiva del beneficiario» (pag. 22). Si ricorda qui, di passaggio, che anche nei Centri di Accoglienza prefettizi il Ministero dell’Interno raccomanda di applicare gli standard Sprar (cfr. ad esempio Circolare circolare n. 14906 del 17 Dicembre 2014).

Dov’è l’«attenzione all’esperienza soggettiva», in frasi che alludono in modo generico e sprezzante a categorie astratte e decontestualizzate – “gli immigrati”, “gli islamici”?

Quanto al fatto in sé – la denuncia per spaccio di sostanze stupefacenti – spetterà a chi di dovere accertare i reati contestati, e stabilire le eventuali ripercussioni rispetto all’accoglienza: ci sembra grave invece che un professionista avalli una stigmatizzazione pubblica dei richiedenti asilo nella nostra città. Così come ci sembra grave che un tecnico parli di «rispedirli a casa loro», utilizzando un linguaggio poco consono al suo ruolo, e per di più arrogandosi un compito che non è suo (spetta alla Prefettura, come noto, decidere le revoche dell’accoglienza, e alla Questura disporre eventuali provvedimenti di espulsione, sulla base della legge e non di sbrigative allusioni da Bar Sport).

Dopo queste dichiarazioni, ci sembra che la PAIM non sia un soggetto idoneo a gestire per conto della Prefettura l’accoglienza dei richiedenti asilo.

Per questo motivo si propone, quindi, che la PAIM venga sollevata da ogni impegno assunto o che è in procinto di assumere nelle sfera dell’accoglienza, sia che riguardi adulti migranti e tanto più minori non accompagnati. Si suggerisce inoltre di riassorbire il personale assunto per ogni appalto di gestione, in un eventuale altro ente gestore, di modo da non nuocere ai lavoratori e alle lavoratrici fino a ora impegnati, salvaguardando anche eventuali percorsi di integrazione e accoglienza di richiedenti asilo già in essere.

 

Francesco Auletta, consigliere comunale Una città in comune- Partito della Rifondazione Comunista

Marco Ricci, consigliere comunale Una città in comune- Partito della Rifondazione Comunista

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