L’amministrazione pisana si rifiuta di accogliere minori migranti non accompagnati

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Si tratta di bambini e bambine, al più di ragazzi e ragazze adolescenti, che giungono sulle nostre coste dopo un viaggio pericoloso, spesso fatto da soli, e che in Libia – come ormai è noto – subiscono quasi sempre violenze, torture e abusi sessuali.

Nonostante questo, e nonostante lo stesso governo italiano a guida PD chieda di implementare nei comuni un sistema di accoglienza dignitosa dei minori non accompagnati, questa amministrazione dice no.

Nell’ultimo consiglio comunale è stata bocciata la proposta di Una città in Comune – PRC di togliere dai beni immobili in alienazione l’ex Asilo Coccapani e destinarlo a centro di seconda accoglienza per minori non accompagnati. A votare contro sono stati i consiglieri della maggioranza, del Movimento Cinque Stelle e dei gruppi di centro destra. Solo Possibile e Sinistra Italiana hanno votato a favore.

Si tratta dell’ennesima scelta irresponsabile da parte di una amministrazione che così continua pervicacemente sulla strada della svendita del patrimonio pubblico. Si continua a non voler utilizzare gli immobili pubblici per scopi sociali, per dare un alloggio dignitoso a chiunque ne abbia bisogno (oggi si parla di minori stranieri, ma il discorso vale per le famiglie in condizioni di emergenza abitativa, per gli sfrattati e i senza casa di tutte le nazionalità). In più, si continua ad affrontare il tema dell’accoglienza in termini emergenziali, eppure è dimostrato che proprio questa logica produce cattiva accoglienza e rischia di alimentare il sottobosco mafioso di chi è interessato solo a fare affari.

Si tratta insomma dell’ennesima occasione in cui si poteva andare nella giusta direzione, ma a cui è seguito l’ennesimo rifiuto categorico. La cosa è ancora più grave, perché stiamo parlando di minori non accompagnati presenti sul territorio pisano: fino alla nomina del tutore legale, il diretto responsabile è il Sindaco Filippeschi e quindi tutto il comparto sociale di questa amministrazione.

 

Una città in comune

Partito della Rifondazione Comunista

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