773 osservazioni al Piano Operativo Comunale: da Pisa un grande “NO” popolare al Piano della Giunta Conti.

Pisa, 3 Settembre 2026

Il POC va azzerato.

Sono 773 le osservazioni presentate al Piano Operativo del Comune di Pisa (POC).
È questo il numero degli atti depositati entro la data di scadenza prevista per lo scorso 12 luglio, che emerge grazie a un accesso agli atti fatto dal nostro gruppo consiliare. Si tratta di un fatto politico e democratico di straordinaria rilevanza, tanto più visto l’ostracismo della destra nei confronti di qualsiasi forma di partecipazione e informazione su questo atto fondamentale. Centinaia di persone, associazioni, comitati, realtà sociali e forze politiche hanno scelto di studiare il Piano, organizzarsi e intervenire direttamente sul futuro della città.

Questa partecipazione è cresciuta dal basso, attraverso assemblee, incontri nei quartieri, raccolte di firme e mobilitazioni. È la risposta di una città che non accetta di essere considerata una semplice spettatrice mentre vengono decise trasformazioni destinate a incidere per anni sulla vita delle persone.

Le 110 osservazioni presentate dalla nostra coalizione rappresentano soltanto una parte di questo fenomeno. Ci sono, infatti, centinaia di contributi provenienti direttamente dall’associazionismo, dai comitati, dalla società civile e da chi abita, studia e lavora quotidianamente a Pisa.

Le osservazioni compongono un mosaico articolato per quantità, provenienza e questioni sollevate, che manda un messaggio politico inequivocabile: questa città non si riconosce nel Piano della Giunta Conti e chiede un’altra idea di progettazione urbana.

Le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse contro i parcheggi previsti al posto delle aule studio Pacinotti e della Mensa di via Martiri, le oltre cinquecento firme raccolte e l’attivazione del Comitato di via Garibaldi a tutela dello Spazio Antagonista Newroz sono esempi di un percorso più vasto di partecipazione e conflitto democratico sulla città che è cresciuto in tutte queste settimane. Al centro c’è una richiesta tanto semplice quanto radicale: chi vive Pisa deve poter decidere consapevolmente il futuro dei propri quartieri, che non devono essere messi in mano alla speculazione.

A questa mobilitazione si aggiungono le pesantissime criticità sollevate dagli enti pubblici. Dalla Regione Toscana all’ASL, fino all’Università di Pisa, sono arrivati rilievi che mettono in discussione aspetti fondamentali del Piano. Il POC risulta così contestato contemporaneamente sul piano tecnico, ambientale, urbanistico, sociale e democratico.

Il «NO» popolare che emerge da moltissime delle 773 osservazioni non è un rifiuto del cambiamento. È, al contrario, la richiesta di cambiare davvero Pisa: affrontare la crisi climatica, difendere gli spazi pubblici e il verde, aumentare l’offerta abitativa accessibile, fermare l’espulsione dei residenti e sottrarre la città alla rendita immobiliare, ai fondi di investimento e alla turistificazione selvaggia.

Le conseguenze del modello perseguito dalla Giunta sono già visibili in via Maccatella e rischiano presto di investire via di Parigi e via Mariscoglio. Le vedremo ancora più chiaramente con la riapertura delle scuole, circondate da isole di calore che l’amministrazione sceglie di aggravare continuando a consumare e impermeabilizzare gli ultimi spazi liberi.

Da domani la Giunta non può trattare le osservazioni come una pratica burocratica da liquidare attraverso qualche correzione marginale. Deve riconoscere il significato della partecipazione che si è manifestata e prenderne atto politicamente.

Per questo chiediamo di azzerare il POC e riaprire una vera discussione pubblica sul futuro di Pisa. Non una consultazione formale su decisioni già prese, ma un percorso trasparente e partecipato che parta dai quartieri, dai bisogni sociali e ambientali e dalle persone che la città la vivono ogni giorno. Le 773 osservazioni e la mobilitazione di questi mesi dicono una cosa molto chiara: Pisa non vuole essere depredata e pretende di decidere il proprio futuro.

 

Diritti in Comune
(Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)

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