8 Marzo contro il Patriarcato, il Colonialismo e la Guerra

Quest’anno più che mai non vogliamo mimose, ma rivolta. Siamo già scese nelle piazze e lo facciamo ancora: denunciamo la vergogna del ddl Bongiorno, un provvedimento che tutela gli stupratori mortificando le vittime di violenza.

Ma mai come quest’anno si tiene tutto, dalle strade di Pisa alle macerie di Gaza: mentre il mondo brucia sotto i colpi di un’economia di guerra che si nutre di oppressione, sfruttamento e sangue, questo governo attacca sistematicamente l’autodeterminazione dei corpi e smantella lo stato sociale.

Per questo, noi siamo contro il patriarcato che vuole i nostri corpi sottomessi e contro l’imperialismo che distrugge i popoli. Noi scegliamo di essere dalla parte della docente attaccata da i questo governo, rea di aver portato tra lə propriə studentə la voce di Francesca Albanese e di credere ancora che la scuola debba promuovere sapere, autonomia di pensiero e critica, e scegliamo di essere al fianco delle donne che combattono contro le brutalità della polizia nelle strade americane e delle donne che chiedono dignità e rispetto nelle nostre società occidentali.

Non c’è liberazione delle donne senza la liberazione dei popoli.

Il nostro territorio è un hub logistico della morte: da Camp Darby transitano le armi che alimentano i conflitti globali e il massacro in Medio Oriente. Il nostro territorio, dal canale dei Navicelli fino alla banchina di Tombolo e al Parco di S.Rossore viene trasformato e piegato agli interessi militari. Mentre mancano fondi per i centri antiviolenza, per la sanità pubblica e la scuola, lo Stato investe miliardi in infrastrutture militari, in particolare continua a moltiplicare gli stanziamenti per la Base Militare nel Parco.

Vogliamo una società che metta al centro la cura, non il profitto e la distruzione. Anche a questa amministrazione nemica delle donne, continueremo a chiedere impegni concreti e chiari contro il patriarcato. Pretendiamo un welfare che garantisca autonomia e libertà, programmi stabili e diffusi di educazione sessuoaffettiva nelle scuole, impegni concreti contro la precarietà nel lavoro e nella vita.

Vogliamo dedicare questa giornata alle 168 bambine della scuola iraniana dilaniate dai razzi statunitensi. A loro vogliamo urlare con tutto il fiato che abbiamo in gola: non in nostro nome.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

Condividi questo articolo

Lascia un commento