Pisa, 30 luglio 2026
Si tratta di un’opera attesa da oltre dieci anni, annunciata più volte da amministrazioni diverse ma mai concretizzata, quella per garantito un riparo dignitoso ai familiari in visita delle persone detenute, costretti ad attendere all’aperto, esposti al sole, alla pioggia e alle intemperie.
Oggi, nel corso della 2ª Commissione consiliare permanente, l’Assessora Mancini non ha portato alcun aggiornamento sullo stato di avanzamento dell’intervento, ma ha di fatto certificato l’ennesimo nulla di fatto. Il progetto originario richiederebbe risorse che, per stessa ammissione dell’Amministrazione, non potranno essere reperite nel 2026. Inoltre, per poter anche solo ipotizzare un finanziamento nel 2027, il progetto dovrà essere completamente rimodulato, senza che a oggi esista alcuna certezza né sui tempi né sulle risorse. Ne consegue che anche per il 2027 non si intravedono prospettive concrete di realizzazione.
Questo significa che intanto anche il 2026 trascorrerà senza che venga garantito un riparo dignitoso ai familiari delle persone detenute, costretti ad attendere all’aperto, esposti al sole, alla pioggia e alle intemperie. Una situazione che colpisce soprattutto anziani, bambini e persone fragili, che non hanno alcuna responsabilità rispetto alla condizione detentiva del proprio congiunto.
Garantire uno spazio di accoglienza dignitoso non rappresenta un privilegio, ma un gesto di civiltà e di rispetto dei principi costituzionali di tutela della dignità della persona. È una misura concreta per ridurre i disagi e contrastare forme di emarginazione che ricadono ingiustamente sulle famiglie.
Ma il dato più grave è che il 2026 si concluderà non solo senza la realizzazione dell’opera, bensì senza una reale progettualità, senza un cronoprogramma e senza risorse stanziate. Dopo anni di annunci, l’Amministrazione non è ancora in grado di indicare quando e come intenda dare una risposta a un’esigenza tanto semplice quanto necessaria.
Questa vicenda conferma come il tema del carcere e di tutto ciò che ruota attorno alla realtà penitenziaria sia del tutto estraneo alle priorità dell’attuale Amministrazione. Lo dimostra l’incapacità di promuovere un vero tavolo permanente di confronto tra istituzioni, enti e associazioni che operano nel settore, così come l’incapacità, difficilmente comprensibile, di realizzare persino una semplice struttura di accoglienza e ristoro per i familiari delle persone detenute.
Oggi molte di queste realtà chiamano un presidio a cui parteciperemo sotto al carcere, proprio per portare la luce sulle condizioni in cui vivono le persone detenute nel carcere della nostra città. Essere al loro fianco per noi è doveroso e insistere per presidi di dignità come la costruzione di questa struttura è altrettanto indispensabile.
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)
