Affitti a Pisa: nuovi aumenti, mentre la destra favorisce speculazioni e deregolamentazione

Anche l’ultima indagine sull’andamento del mercato immobiliare realizzata da Idealista conferma, per la nostra città, una situazione fuori controllo, con rincari sempre più pesanti che colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione.

In base a questa ricerca, infatti, mentre «Firenze risulta la seconda città più cara d’Italia, con 22,4 euro al metro quadro e un aumento del 4,5% rispetto a giugno, Pisa, con una media di 13,7 euro al metro quadro, e Pistoia, con 10 euro al metro quadro, hanno raggiunto i loro massimi storici, con variazioni annuali rispettivamente del 7,8% e del 10,7%».

La situazione è molto preoccupante anche sul fronte dei canoni di affitto, che «in Italia hanno segnato un deciso rialzo mensile del 2,4% rispetto a giugno». Pisa si colloca tra le città con i rialzi più marcati a livello nazionale, con un aumento del 4,2%.

A fronte di tutto ciò, non c’è alcuna azione da parte della Giunta Conti per calmierare i prezzi degli affitti. Anzi, avviene il contrario. Da un lato, la destra si rifiuta da un anno e mezzo di avviare in Commissione, come da noi richiesto, un percorso per l’approvazione di un regolamento sugli affitti brevi, che stanno incidendo pesantemente sull’aumento dei canoni; dall’altro, con il POC dà il via libera alla moltiplicazione degli hotel studenteschi e ad altre operazioni speculative che faranno ulteriormente lievitare i prezzi.

A questo si aggiunge la gestione fallimentare, da parte dell’assessora Bonanno, dell’Agenzia Casa, uno strumento nato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta nel mercato abitativo. In sostanza, per come era stato pensato, il Comune si offre come intermediario, intercetta le case disponibili sul mercato privato, fornisce garanzie economiche ai proprietari e fa sì che gli immobili vengano messi a disposizione di chi cerca una casa in affitto, ma non riesce a trovarla.

Con la destra siamo allo zero assoluto. Dal 2023 esiste, infatti, un bando per l’Agenzia Casa che è sempre andato deserto e che non è mai stato pubblicizzato adeguatamente, tanto che gli stessi rappresentanti di Confedilizia hanno dichiarato in Commissione di non esserne a conoscenza. Le pochissime case messe a disposizione dall’Agenzia Casa sono immobili pubblici, sottratti quindi a quelli che dovrebbero essere utilizzati come case popolari.

Occorre intervenire su un mercato degli affitti sempre più drogato. Per questo proponiamo nuovamente, anche alla luce di questi dati, che il Comune si attivi, di concerto con la Prefettura, con le rappresentanze dei proprietari di immobili e con i sindacati degli inquilini, per istituire immediatamente un tavolo finalizzato a rinegoziare i canoni in essere e a calmierare i futuri canoni sul territorio comunale, sia per i singoli sia per le famiglie.

Lo stesso deve avvenire per gli affitti destinati agli studenti universitari, abbassando i prezzi e attivando politiche di agevolazione fiscale per chi diminuisce i canoni.

Intervenire sulla crisi abitativa, connessa alla perdita di reddito e di lavoro, è una priorità non rinviabile.

Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)

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