Apertura porta in via Zamenhof rimandata a data incerta (ma lontana)

Avete presente il Gioco dell’oca? Quello che ti manca tanto così per arrivare al traguardo, ma peschi una carta che ti fa tornare al punto di partenza?

È esattamente quello che sta succedendo con l’apertura della porta muraria che dalla ciclabile di via Donandoni (dietro il campo della Freccia Azzurra) conduce a via Zamenhof.

Lo scorso giugno l’assessore Dringoli ci aveva assicurato che era tutto a posto e che presumibilmente il cantiere sarebbe partito entro dicembre. Ragion per cui oggi con un question time abbiamo chiesto delucidazioni sulla mancata apertura di questo cantiere. E la risposta non è stata per niente rassicurante.

La quantità di condizionali passati utilizzati dall’assessore (“avrebbe dovuto”, “sarebbe dovuto”, “avrebbe fatto”, “si sarebbe potuto” ecc.) è pari solo alla portata disastrosa della notizia: è tutto rimandato a quando lo student hotel da 150 posti sarà completato. È noto infatti che l’edificio ex Asl di via Zamenhof e una parte del relativo terreno circostante sono state recentemente venduti dalla Asl stessa ad una società di Torino che fa capo ai fratelli Dalmasso, già proprietari di Satispay, che ha intenzione di farne uno studentato a pagamento da 150 posti letto. E ancora più recentemente è stato messo in vendita anche l’edificio gemello, di proprietà della AOUP, dunque con l’avallo della Regione Toscana.

«Il nuovo proprietario – ha spiegato Dringoli – ha detto che è disponibile a farsi carico interamente della costruzione della pista ciclabile, che passerà dietro i due palazzi, lungo le mura». Ma ha anche spiegato che questo non sarà possibile fino a quando non sarà stata completata la ristrutturazione dell’immobile, perché il cantiere ne impedirebbe realizzazione e fruibilità. E ha anche spiegato che sono state riscontrate delle irregolarità perché andrà prima chiesta una sanatoria, con i tempi che inevitabilmente si allungheranno ulteriormente.

E se nel frattempo venisse venduto anche l’altro immobile? Ovviamente dovremo aspettare il cantiere di quello fino a completa realizzazione prima di poter mettere mano alla pista ciclopedonale che tutta la cittadinanza sta aspettando da anni.

«Possibile – si chiede Francesco Auletta, capogruppo di Diritti in Comune – che a fine giugno scorso, quando la Asl ha fatto un accordo verbale con il Comune di Pisa (secondo quanto affermato dall’assessore Dringoli), non fosse a conoscenza del fatto che di lì a un mese e mezzo l’immobile sarebbe stato venduto?».

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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