Appello al Consiglio Comunale di Pisa per eliminare la previsione del taser nella dotazione della Polizia Municipale

Da qualche anno, con una modifica del Regolamento della Polizia Municipale di Pisa voluto dalla maggioranza in consiglio comunale, nella dotazione della PM è incluso il taser, cioè una pistola a impulsi elettrici i cui dardi, quando raggiungono il bersaglio, provocano una scarica che inibisce le funzioni sensoriali e motorie della persona colpita. Dopo un periodo di sperimentazione, gli 8 taser acquistati sono però in disuso, mancando gli ultimi passaggi regolamentari necessari al loro utilizzo. Armi fortemente volute dal Viminale quando Matteo Salvini era Ministro dell’Interno, e ammesse nelle dotazioni delle forze dell’ordine a partire dal 2019, i taser sono stati presentati all’opinione pubblica come «armi non letali», ossia come strumenti di autodifesa utili per gli agenti ma relativamente innocui per coloro che ne subiscono i colpi.

La realtà è ben diversa. Già nel 2016 la Cassazione aveva riconosciuto che «il dissuasore elettrico ha natura di arma comune da sparo, idonea a recare danno». Nel corso degli anni si sono registrati diversi casi di persone morte dopo essere state colpite dal taser: il primo risale all’Agosto 2023, quando un uomo con problemi psichiatrici morì a San Giovanni Teatino (Chieti) dopo essere stato ferito da una scarica lanciata dai carabinieri.

Nel 2025 i casi sono stati ben cinque, e per la prima volta una procura italiana ha riconosciuto il nesso di causa/effetto tra uso del taser e decesso della persona colpita: è accaduto con Elton Bani, muratore morto a Genova il 17 Agosto 2025 dopo aver ricevuto tre scariche. Sempre nel 2025, un’inchiesta della Società «Sistema 118» ha evidenziato che il taser può provocare nei soggetti più fragili un arresto cardiaco, e può condurre anche alla morte. Dal canto suo, Amnesty International ha documentato numerosi episodi di «tortura e maltrattamenti legati all’utilizzo di armi a impulso elettrico».

Siamo di fronte dunque non a un dispositivo di autodifesa – come può essere, solo per fare un esempio, uno spray al peperoncino – ma a una vera e propria arma che può avere conseguenze molto gravi, e che può persino provocare la morte. Davvero si pensa che la Polizia Municipale debba dotarsi di uno strumento di questo genere?

Noi pensiamo che, per la sua natura di forza «civica» e radicata nel territorio, la Polizia Municipale debba avere compiti di tutela del cittadino, di salvaguardia della vita collettiva nei quartieri e di mediazione dei conflitti. I suoi agenti devono avere ovviamente il diritto di proteggersi e – nei casi più estremi – anche di usare la forza: ma dovrebbero farlo mantenendo sempre un ruolo di «polizia di prossimità», non trasformandosi in un corpo armato con funzioni offensive. Non è un caso che il regolamento sulla sicurezza urbana approvato dalla Regione Toscana non menzioni il taser tra gli strumenti di autotutela in dotazione agli agenti.

Per questo chiediamo al Consiglio Comunale di Pisa di eliminare la previsione del taser nella dotazione della Polizia Municipale, cancellandola dal regolamento della PM.

Primi firmatari

Aglioti, Ornella – avvocata

Bacciardi, Giulio – sociologo Unità di strada

Baldassari, Alessandro – architetto

Barrucci, Paolo – docente di Sociologia Generale, Università di Pisa

Bartelletti, Mario – vicePresidente del Chicco di Senape

Bartolucci, Viviana – Presidente Arciragazzi

Battaglia, Martina – educatrice socio-pedagogica

Bertolucci, Franco – presidente Biblioteca Franco Serantini

Bertolucci Letizia – Avvocata

Bizzarri, Marco

Bonini, Valentina – docente di Diritto processuale penale, Università di Pisa

Bontempelli Sergio – Presidente Africa Insieme

Braca, Irene – avvocata

Brambilla, Anna – avvocata

Caliandro, Annavera

Callaioli, Andrea – avvocato

Canicatti, Cristina – operatrice sociale unità di strada

Carpi, Giorgio – Presidente Distretto Economia Solidale Altro Tirreno

Chiodini, Maria Vittoria – insegnante Scuola Superiore a riposo

Contini, Giulia – avvocata

D’Alleo, Daniele – operatore sociale

D’Alessandro, Simone – docente di Economia politica, Università di Pisa

Davini, Silvia – Avvocata

De Conno, Andrea

De Pasquale, Ketty – Presidente della Casa della Donna, Pisa

De Zio, Letizia – operatrice sociale unità di strada

Di Giulio, Gabriele – grafico

Di Lillo, Giacomo

Dieng, Ibrahima – Presidente Unità Migranti

Dimonte, Mario – Presidente Arci Pisa

EL Comedor Estudiantil Giordano Liva

Felline, Cristina

Ferraro, Dario

Ferretti, Simone – Presidente Arci Toscana

Figliucci, Giulia – medica

Gallo, Giorgio – tra fondatori del Corso di laurea in Scienze per la pace

Gallo, Stefano – Ricercatore CNR

Gesualdi, Francuccio – Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Giusti, Federico – delegato sindacale

Khalil, Mohammad – Presidente della Comunità musulmana pisana

La Catena, Mariarosaria – assistente sociale

Lenci, Francesco – dirigente Ricerca CNR a riposo

Lodi Schiavina, Erika – educatrice socio-pedagogica

Macaluso, Carlo – già assessore Comune di Pisa e medico

Milazzo, Lorenzo – docente di Filosofia del Diritto, Università di Pisa

Muller, Alessandro – psicologo Unità di strada

Nadalutti, Tiziana – ricercatrice

Novaga, Matteo – docente di matematica, Università di Pisa

Oliveri, Federico – Filosofo, Università di Camerino

Pignatti Morano, Martina – Presidente Comitato Etico di Banca Popolare Etica

Polimeno, Cristina – avvocata

Ragusa, Don Elvis

Romeo, Marco – avvocato

Rota Martir, Padre Agostino

Salinitro, Pina – Presidente AIED Pisa

Serafino, Daniela – Presidente del Chicco di Senape

Tarini, Fabio – docente Università di Pisa a riposo

Condividi questo articolo

Lascia un commento