«Basta campi rom Allarme per le imprese di Ospedaletto»

giovedì
24 maggio 2018
Testata:
NAZIONE PISA
Pagina:
8
«Basta campi rom Allarme per le imprese di Ospedaletto»

LEGA «TUTTI DA SMANTELLARE»

UNA nutrita rappresentanza locale e nazionale del Carroccio ha incontrato nella mattinata di ieri, per parlare di sicurezza e sviluppo, alcuni imprenditori degli esercizi commerciali della zona industriale di Ospedaletto che, ogni giorno, lamentano problemi legati alla presenza del campo rom di via Maggiore di Oratoio. Insieme ai militanti del gruppo giovanile della Lega, anche gli onorevoli Andrea Grippa, coordinatore nazionale, Edoardo Ziello, segretario comunale di Pisa, Federico Bussolin, segretario regionale dei giovani, Chiara Cini, responsabile regionale del movimento universitario Lega e candidata al consiglio comunale e il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi. «A Pisa la situazione è quella di una grave insufficienza di sicurezza legata spesso alla presenza di campi rom è alto – ha commentato Grippa -. In questa zona lavorano persone che ogni giorno hanno bisogno di sentirsi sicuri. In Comune sanno bene quale sia la situazione ma qualcuno evidentemente ha interesse a mantenerla in questo modo». «Se la Lega riuscirà ad andare al governo della città, dopo aver vinto le elezioni amministrative del 10 giugno, sgombererà tutti i campi rom e destinerà alle famiglie italiane i 270mila euro che il Comune di Pisa destina, annualmente, per gli interventi a favore della popolazione nomade. Infine obbligheremo i servizi sociali a verificare l’idoneità genitoriale di tutte le famiglie dei campi rom per vedere se i genitori educano correttamente i propri bambini e riscontare se ci sono le condizioni per la revoca della responsabilità genitoriale», conclude il Deputato e Segretario Edoardo Ziello e aggiunge: «I bambini infatti spesso non vanno a scuola e delinquono già a 12 anni. Se la stessa situazione di disagio venisse scoperta in una famiglia italiana i genitori verrebbero denunciati e i figli affidati ai servizi sociali. Qui non è così».

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