Bisteccherie d’Italia in Piazza Cavalieri, in barba al patrimonio storico-artistico e non solo

“Il fuoco della griglia, la carne della migliore qualità e il talento dei maestri italiani della brace arrivano nel cuore di Pisa”. Così viene annunciato dalla stampa e infatti Piazza dei Cavalieri si è risvegliata in questi giorni con stand e grossi bracieri, fotografie di testimonial (tra cui lo scienziato di chiara fama Roberto Giacobbo) e grandi scritte, del tipo “Assaggia, vota e decreta la miglior bistecca dei finalisti di The Golden Steak”.

La prima impressione è davvero straniante: il luogo che un tempo rappresentava il centro del potere civile della città, rispetto a quello religioso della Piazza del Duomo, e che si è poi caratterizzato come polo di studio e ricerca, viene trasformato in una “bisteccheria d’Italia” a cielo aperto.
La prima domanda è come si può conciliare il fuoco della griglia con la statua del Granduca Cosimo I e con i graffiti e la galleria di ritratti dei Medici sulla facciata del Palazzo della Carovana e, più in generale, con la conservazione del patrimonio storico culturale della piazza. Rimane un mistero, su cui forse la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio prima o poi dovrebbe esprimersi.

Non è infatti la prima volta che vediamo assegnata (nostro malgrado) la Piazza del Cavalieri a iniziative alquanto discutibili, tipo rassegne ed esposizioni di auto, per ultimo “il rombo dei motori della Mille Miglia” (e i loro fumi di scarico). Dai tempi in cui l’allora sindaco di Firenze Renzi affittò Ponte Vecchio per una cena esclusiva della Ferrari, sempre più spesso luoghi simbolo del nostro patrimonio vengono appaltati a privati per iniziative a dir poco discutibili, cioè luoghi storici che appartengono a tutti e tutte vengono date in esclusiva a privati per qualche ora o qualche giorno, come in questo caso. Tutto ciò per un affitto solitamente irrisorio, ma soprattutto senza curarci del problema conservativo.

In questo caso poi c’è una questione in più: il consumo di carne, com’è noto, è responsabile di circa il 15% delle emissioni globali di gas serra ed è anche una delle cause principali della deforestazione e della perdita di biodiversità. Gli allevamenti intensivi, producono enormi quantità di metano(specialmente i bovini) e protossido d’azoto, che riscaldano il pianeta molto più della CO2 a breve termine. Inoltre, più del 60% dei terreni agricoli globali è usato per coltivare mangimi (come soia e mais) per il bestiame e questo spinge ad una deforestazione crescente. Perché tra quei cartelli che invitano a mangiare bistecca, non ce n’è uno che ricorda che un chilo di manzo produce circa 60 kg di CO2 equivalente, mentre le alternative vegetali o la carne bianca hanno un impatto nettamente inferiore?

Fortuna che alla Scuola Normale Superiore cause ed effetti del cambiamento climatico si studiano e si conoscono molto bene.

Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)

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