Torna l’allarme sul Bosco del Sanguigno, il prezioso bosco igrofilo urbano nel quartiere di Cisanello, unico nel panorama cittadino per la sua componente principale a prevalenza di frassino. In questi giorni (13-14 settembre 2026) le associazioni e i comitati ambientalisti pisani hanno documentato nuovi interventi di taglio nella zona circostante il nucleo arboreo principale. L’operazione, che ricalca quanto già avvenuto lo scorso anno, azzera sistematicamente arbusti e giovani alberi nella fascia perimetrale che costeggia il bosco, in particolare a ridosso delle aree limitrofe alle case.
L’intervento si configura come una precisa strategia di contenimento della biodiversità: tagliando i giovani alberi lungo i margini si impedisce al bosco di ampliarsi e raggiungere i requisiti minimi di legge (2.000 mq di estensione, 20 metri di larghezza e 20% di copertura) necessari per il riconoscimento ufficiale e l’accatastamento. In questo modo l’area continua a essere considerata un mero “vuoto urbano incolto”, privandola dei vincoli di tutela paesaggistica.
Le associazioni denunciano una precisa volontà storica: i giovani alberi falciati ogni anno nascono spesso direttamente dai ceppi dei grandi alberi abbattuti in passato. Il Bosco del Sanguigno, un tempo molto più esteso, è stato progressivamente ridimensionato nel tempo con il chiaro intento di farlo sparire a poco a poco, assecondando così le ambizioni speculative della proprietà.
L’area, che d’inverno si allaga per l’innalzamento della falda, non è un terreno marginale ma un ecosistema unico che ospita popolazioni stabili di tritone crestato (Triturus carnifex) e tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris), anfibi rigorosamente tutelati dalla Direttiva Habitat e da normative regionali, la cui sopravvivenza dipende dall’integrità del bosco e delle sue fasce di transizione.
Per fare piena luce sulla regolarità dei lavori, la coalizione Una Città in Comune ha già depositato un accesso agli atti. Le associazioni e i comitati chiedono l’immediato stop ai tagli perimetrali e l’avvio dell’iter per l’accatastamento a bosco dell’intera superficie, per salvare definitivamente l’ultimo bosco spontaneo del quartiere di Cisanello.
Quest’ennesimo attacco alla biodiversità e alla continuità del verde appare del tutto insensato e irragionevole anche alla luce dell’attuale incertezza sulle scelte urbanistiche dell’area. L’effettiva utilità della nuova strada di accesso è stata infatti aperta alla discussione persino dal Rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, in un’intervista rilasciata a luglio. Al contempo, le previsioni del Piano Operativo Comunale (POC) — che ad oggi ipotizzano nuove edificazioni per circa 9.000 metri quadrati di consumo di suolo per il completamento dell’urbanizzazione di via Pesenti — potrebbero essere stralciate in fase di approvazione definitiva, rendendo questi interventi di taglio del tutto ingiustificati e intesi solo a compromettere preventivamente l’area.
Comitato di difesa alberi Pisa
Italia Nostra Pisa
Legambiente Pisa
Lipu Pisa
Una città in comune



