Camp Darby: condividiamo la protesta del Presidente del Parco. Pronti a bloccare i lavori anche con un esposto contro il Comipar

La dichiarazione del presidente del Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli Giovanni Maffei Cardellini sul progetto di potenziamento della base di Camp Darby attraverso la realizzazione di un collegamento ferroviario diretto confermano tutte le nostre ragioni di contrarietà e opposizione che abbiamo sostenuto, anche nelle istituzioni, in questi mesi.

Solo poche settimane fa il Consiglio Comunale ha respinto una mozione presentata dalle forze della coalizione Diritti in Comune in cui si chiedeva al Comune di Pisa di fare la sua parte per impedire la realizzazione della nuova devastante opera.

Fin dall’inizio della vicenda infatti, l’allarme lanciato dal Parco con la sua Valutazione di Incidenza negativa (che a cose normali impedirebbe la realizzazione dell’opera) non è stato raccolto dalle altre istituzioni del territorio, e abbiamo assistito ad un avvilente scaricabarile nel lasciare il Parco con il cerino in mano.

Oggi questa “solitudine” viene denunciata apertamente dalle parole del presidente Maffei Cardellini e, se da una parte possiamo comprendere il ruolo svolto dal Parco per mitigare gli ingenti danni ambientali prodotti inevitabilmente dall’opera, dall’altra vediamo con estrema preoccupazione i rilievi che il Presidente muove sul percorso di autorizzazione e sulle finalità stesse dell’intervento.

Sul percorso risulta allarmante la semplicità e superficialità con cui la Soprintendenza ha dato il via libera dal punto di vista paesaggistico, in mancanza addirittura di simulazioni che chiarissero quale fosse il vero impatto sul territorio.

Sulle finalità scrive Maffei Cardellini: “i motivi generale di sicurezza, non tanto nazionale, quanto personale, rendono, come ci è stato detto, l’opera necessaria e non rinviabile”, chiudendo il suo intervento con l’amara considerazione che “tutti hanno diritto a vivere un parco, non solo i miliardari o chi manovra gli esplosivi”.

Queste dichiarazioni del tutto condivisibili chiariscono, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che l’intervento è del tutto al di fuori delle ragioni dell’esistenza di un Parco naturale, di qualsiasi interesse collettivo, ma si piegano, anche attraverso le forzature e la semplificazione drastica dei processi di autorizzazione, solo e soltanto agli interessi del governo statunitense e delle lobby delle armi che da sempre lo sostengono.

Crediamo che una comunità intera che nel 2003, proprio davanti a Camp Darby, gridò no alle guerre del governo USA, debba anche in questo caso far sentire la sua voce. Noi lo faremo mediante esposti e segnalazioni alle autorità competenti nazionali ed europee per denunciare l’illegittimità del percorso di autorizzazione seguito dal Comipar, con la Regione Toscana in testa e per valutare anche il comportamento compiacente del Comune di Pisa. Iniziative per le quali chiederemo adesione e sostegno di tutte le coscienze che ripudiano la guerra e la distruzione della natura e la negazione degli interessi collettivi in nome di essa.

Diritti in comune, la coalizione della sinistra

(Una città in comune- Partito della Rifondazione Comunista – Possibile)

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