“Condizioni inaccettabili per le persone private della libertà personale e anche per il personale. Lo Stato non può calpestare la dignità umana.”
A fronte della drammatica situazione all’interno della Casa Circondariale “Don Bosco” di Pisa, abbiamo depositato in data odierna un formale esposto al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest e ai NAS, richiedendo una presa in carico della situazione e l’individuazione di strategie risolutive.
La decisione arriva dopo i sopralluoghi istituzionali delle scorse settimane, a partire dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà, e anche a seguito della lettera inviata alla stampa direttamente dalle stesse persone detenute e della denuncia del mondo del volontariato. Oggi al Don Bosco la salute pubblica e il benessere psicofisico sono messi concretamente a repentaglio dal peggioramento di criticità quali: sovraffollamento insostenibile, con 306 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di soli 199 posti, numero aggravato dai recenti trasferimenti e che rende ancor più lesive della dignità umana le questioni dei “bagni a vista” e delle carenze di servizi come le docce; degrado strutturale con la presenza di muffa, infiltrazioni d’acqua e un microclima insalubre; emergenza igienica data dall’infestazione di scarafaggi e cimici sia nei locali detentivi che negli spazi comuni.
Le testimonianze raccontano una realtà allarmante e davanti a esse per noi è un atto di responsabilità istituzionale dovuto quello di richiedere un intervento immediato attraverso un esposto.
La privazione della libertà non può e non deve mai trasformarsi in una privazione della dignità o in un rischio per la salute. Un Paese civile non può tollerare che le proprie strutture detentive diventino luoghi di degrado e sofferenza aggiuntiva, se non vera e propria tortura. Questo vale per le persone private della libertà personale— tra cui persone con vulnerabilità cliniche e psicologiche pregresse, trattandosi di un Centro Clinico — ma vale anche per gli agenti di Polizia Penitenziaria e per tutto il personale, anche sanitario, operante all’interno della Casa Circondariale.
Quella del Carcere Don Bosco è una ferita nel nostro impianto costituzionale e per tutta città di Pisa.
Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa
