Carcere Don Bosco: “pensilina” per i familiari dei detenuti, tutto fermo

La realizzazione della struttura destinata ad accogliere le famiglie delle persone private della libertà personale — per proteggerle dal sole e dalle intemperie, ma anche per evitare l’inevitabile stigmatizzazione a cui sarebbero sottoposte durante l’attesa dei colloqui — è, ad oggi, vergognosamente ferma.

Questo è quanto emerso nel corso della seduta della Seconda Commissione Consiliare, convocata su nostra richiesta, con l’audizione dell’assessora Mancini e dell’architetto Daole.

Il progetto elaborato negli anni scorsi, che prevedeva anche una compartecipazione della Fondazione Pisa, è stato definitivamente abbandonato. Le motivazioni, secondo quanto riferito dall’assessora, riguardano sia i costi di realizzazione sia l’indisponibilità della Fondazione a proseguire nel percorso. È stato inoltre chiarito che, allo stato attuale, “altre sono le priorità dell’amministrazione”. Non è stata indicata alcuna tempistica per una eventuale rimodulazione del progetto presentato o per l’elaborazione di un nuovo progetto né sono stati individuati possibili stanziamenti.

Il dato, quindi, è chiaro: la realizzazione della struttura d’accoglienza — una nostra richiesta che va avanti da oltre dieci anni — resta ferma su un binario morto. Nonostante gli annunci susseguitisi negli otto anni dell’amministrazione Conti, e prima ancora durante l’amministrazione Filippeschi, oggi non esiste né un progetto definitivo né una copertura finanziaria: un nulla di fatto.

Da parte nostra, torniamo a sollecitare con urgenza la realizzazione di questa struttura, fondamentale per la tutela della dignità delle persone, perché, di fatto, eviterebbe di infliggere “pene accessorie” a contesti familiari già vulnerabili e fragili.

Per questo, in occasione della prossima variazione di bilancio, nella quale verrà utilizzato l’avanzo di amministrazione, presenteremo una proposta di stanziamento delle risorse necessarie alla sua realizzazione.

Per noi, la dignità delle persone resta una priorità.

Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista)

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