Centro di raccolta di Porta a mare: il Comune paga due volte la stessa opera!

Il Comune di Pisa si prepara, con la variazione di bilancio che verrà discussa giovedì 26 novembre in consiglio comunale, a spendere 240.000 euro per realizzare un nuovo centro di raccolta dei rifiuti per i cittadini di Porta a mare.

Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse che la stessa opera era stata realizzata quasi tre anni fa!

Nel Febbraio 2013 veniva infatti inaugurato il centro di raccolta di Porta a mare in via del gargalone: circa 300.000 euro di soldi pubblici, di cui circa 200.000 provenienti dalle casse comunali, spesi per agevolare i cittadini della zona ovest della città nel conferimento dei rifiuti ingombranti e delle varie categorie non conferibili nei normali cassonetti.

Purtroppo però il centro di raccolta ha trovato sulla sua strada Ikea, che ne ha richiesto fin da subito lo spostamento. Assecondare qualsiasi richiesta della multinazionale svedese era l’imperativo dell’amministrazione, e così senza chiedere alcuna garanzia – la più semplice sarebbe stata quella di acconsentire allo smantellamento della stazione ecologica solo dopo la realizzazione della nuova – eccetto delle fideiussioni dell’amministratore unico della Sviluppo Navicelli, Stefano Bottai, che erano carta straccia, si accettava che la Sviluppo navicelli Spa smantellasse un’opera pubblica con l’impegno di realizzare quella nuova a proprie spese. Poi il nuovo centro di raccolta non è più stato realizzato, la Sviluppo Navicelli è fallita, le fideiussioni a garanzia dell’opera sono fittizie, e i cittadini di porta a mare, CEP, la vettola, san piero, continuano a stare senza un servizio per cui però sono stati già spesi 300.000 euro.

Per sbloccare la situazione, in attesa di una procedura fallimentare che non si sa se mai vedrà la fine, il Comune di Pisa stanzierà nuovamente la somma già spesa meno di tre anni fa per realizzare l’opera, con l’ulteriore beffa di doverla realizzare ancor più lontana dall’abitato. Ovvero pagheremo due volte le stesse strutture e peggioreremo il servizio: forse, amministrando meglio i soldi dei cittadini, avremmo potuto impiegare quelle risorse per mettere in sicurezza qualche scuola, o migliorare le condizioni dei marciapiedi in città.

Una città in Comune – Rifondazione Comunista

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