“Città depredate: salviamole dagli speculatori”. E’ questa l’iniziativa promossa dalla coalizione Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista per Analizzare il presente per fermare la svendita del futuro . Il convegno si svolgerà venerdì 15 maggio a partire dalle ore 17 al Polo Carmignani di Pisa in piazza dei Cavalieri e nel corso del quale interverranno: Alessandro Volpi, storico, esperto dei processi di finanziarizzazione dell’economia dell’Università di Pisa, Paolo Berdini, urbanista e saggista da sempre impegnato nella vita politica di Roma, e Ilaria Agostini, urbanista, docente all’Università di Bologna e curatrice del dossier Firenze alienata.
Questo convegno rappresenta la seconda tappa pubblica del percorso inchiesta “Pisa depredata” Lo scorso 6 maggio abbiamo promosso una prima assemblea cittadina sul Piano Operativo Comunale che ha visto un’ ampia partecipazione di associazioni, sindacati, comitati e cittadinanza. Nel corso del convegno verranno presentati i primi risultati dello studio che chiarisce i meccanismi attraverso cui il territorio viene sottratto alla cittadinanza: Alienazione del patrimonio pubblico, Vuoto di direzione politica, Deregolamentazione degli affitti brevi, Esternalizzazioni dei servizi pubblici ai privati stanno aprendo le porte per l’ assalto dei fondi stranieri e la definitiva trasformazione della città come “asset” finanziario.
Il futuro della città di Pisa dipende, infatti dalle scelte di oggi. Con l’inchiesta Pisa Depredata” lavoriamo ad un progetto di conricerca per mettere in luce questo disegno complessivo di trasformazioni urbanistiche che definiscono una città sempre più al servizio di pochi interessi privati invece che tesa a soddisfare il benessere dei suoi abitanti che risponde esattamente a queste logiche liberiste fondate sulla speculazione e il mattone.
Gli effetti negativi dell’overtourism nelle città, l’impennata degli affitti che ha reso gli alloggi inaccessibili alla popolazione locale, alle infrastrutture sovraccariche che cedono sotto un’eccessiva pressione sono problemi che riguardano le città a livello planetario ed italiano come dimostrano i casi di Firenze e Roma che esamineremo nel dettaglio per cogliere le linee anche comuni rispetto a quello che succede nella nostra città. Le trasformazioni urbane degli ultimi decenni hanno lasciato in eredità un grande patrimonio edilizio pubblico non più utilizzato sul quale si sono appuntati gli occhi di una speculazione edilizia e finanziaria sempre più internazionale e le amministrazioni locali, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra, tendono ad assecondare fedelmente, queste operazioni rinunciando al proprio compito di immaginare e progettare la città per il benessere di tutti i suoi abitanti. I risultati sono davanti agli occhi di tutti: indebolimento dell’autonomia delle amministrazioni, riduzione della partecipazione della cittadinanza a processi che riguardano le loro vite di tutti i giorni, stravolgimento di tessuti urbani di grande valore storico-artistico, affitti e costo della vita sempre più cari e sempre meno abbordabili, lavori per lo più precari, vivibilità degradata, servizi trascurati e scadenti, cementificazione delle aree verdi per una mobilità ancora incentrata sulla auto privata.
Oggi più che mai, in un momento in cui ancora è possibile invertire questa tendenza, è necessario organizzare una mobilitazione ampia e forte, costruire rete municipali di resistenza alla speculazione fondate sul diritto alla città: non solo il diritto di accedere allo spazio urbano, ma anche quello di partecipare alla sua produzione, di plasmarlo in funzione dei bisogni collettivi e non delle logiche di profitto.
Nel corso dell’iniziativa, il 15, presenteremo le prossime tappe con incontri tematici e nei quartieri.
Diritti in Comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista



