La Giunta Comunale il 23 settembre ha approvato l’ennesima modifica alla Macrostruttura (l’ultima risaliva al 13 febbraio 2026). Ciò può apparire dettato dalla volontà di far funzionare la macchina comunale, ma così non è. Le continue modifiche non portano certo a un miglioramento dei servizi. Il fine è altro: siamo davanti a un salto di qualità della destra nel ridurre l’autonomia della parte amministrativa del Comune.
Il Sindaco, infatti, prosegue con la strategia di autoassegnarsi Direzioni che declassa ad Uffici direttamente da lui dipendenti.
Dopo la Direzione della Polizia Municipale, adesso è la volta della Direzione dell’Avvocatura Civica.
Si cancella la Direzione e si istituisce al suo posto un «Ufficio autonomo di rilevante complessità, alle dirette dipendenze del sindaco e al quale sarà preposto un dipendente in possesso del titolo di avvocato, con incarico di Elevata Qualificazione conferito dal Sindaco stesso».
Si tratta anche in questo caso di una decisione inaccettabile che mina la distinzione tra la parte politica e quella amministrativa su cui si basa l’azione di un Ente locale. Un fatto ancor più grave visto che coinvolge un settore così delicato come quello dell’Avvocatura civica, che da anni soffre in maniera strutturale per i continui cambi di dirigente e per una cronica carenza di personale a fronte della quale la Giunta Conti non ha mai dato risposte, scegliendo invece la strada di investire costantemente decine di migliaia di euro in consulenze e affidamenti esterni.
Per questo abbiamo chiesto con urgenza che il Sindaco venga in Prima Commissione di Controllo e Garanzia per riferire su questo ennesimo colpo di mano e per spiegare le motivazioni di una simile scelta, che non trova alcuna giustificazione nella delibera approvata.
Tutto questo è ancora più grave considerato che proprio il declassamento da direzione ad ufficio di elevata complessità nel caso della Polizia Municipale è stato un totale fallimento, da cui sarebbe necessario tornare indietro. A scriverlo era stato, nella sua relazione di fine incarico, l’ex comandante della Polizia Municipale Cappellini — che quell’incarico l’ha svolto nell’ultimo anno e mezzo —, segnalando il mancato funzionamento di tale riorganizzazione con la curiosa conseguenza che due suoi sottoposti mantenevano un incarico di livello più alto rispetto a quello del Comandante. Tra l’altro, il declassamento era stato gestito spostando alcune competenze, che prima erano della Direzione della Polizia Municipale, alla Direzione del Personale, complicando il lavoro di entrambi gli uffici.
Ci chiediamo: con l’Avvocatura ridotta a semplice ufficio e priva di un Dirigente garante dell’autonomia e della continuità strategica dell’Ente, cosa succederà nel momento in cui i termini perentori del tribunale dovessero scadere durante una fase di transizione politica? Ad esempio, cosa accadrà quando occorrerà decidere se accettare o meno un accordo transattivo bonario, se c’è un ricorso al TAR pendente contro una variante urbanistica, o se viene notificato un ricorso urgente per sospensiva al TAR? Il rischio concreto è quello di far scadere i termini processuali perentori o di presentarsi in udienza senza un mandato chiaro e completo, danneggiando direttamente la collettività.
Riteniamo che occorra aprire subito un confronto in Comune su queste pesantissime modifiche che ci vedono contrari e sulle quali chiediamo alla Giunta di fare subito un passo indietro.
Diritti in Comune: Una città in comune- Rifondazione Comunista Pisa
