Abbiamo appena fatto sotto il Comune una conferenza stampa con numerose altre realtà cittadine (Student x la Palestina, Movimento No base, Cambiare rotta, Potere al Popolo, Rete dei comunisti, Usb, Palestra popolare la Fontina, Exploit) contro i numerosi provvedimenti che stanno colpendo decine di attiviste e attivisti nella nostra città.
Siamo, infatti, di fronte a un attacco contro il movimento contro la guerra e per la Palestina, in termini sia numerici sia qualitativi, senza precedenti negli ultimi decenni a Pisa, ma anche a livello nazionale.
Una maxi-indagine che vede tra i denunciati anche il nostro ex consigliere comunale Ciccio Auletta, e che colpisce 54 persone appartenenti a diverse realtà cittadine che da sempre hanno lottato per la pace, contro il genocidio del popolo palestinese e per l’autodeterminazione dei popoli. Contemporaneamente, stanno arrivando decine di sanzioni amministrative per migliaia di euro nei confronti di chi ha partecipato il 12 marzo di quest’anno al blocco del treno carico di armi alla stazione di Pisa, iniziativa pacifista che ha fatto il giro d’Italia e non solo con un grandissimo sostegno da parte di milioni di persone.

Persone scelte ad hoc, a fronte di manifestazioni che nell’ultimo anno hanno coinvolto migliaia e migliaia di persone, in un evidente atto intimidatorio e repressivo volto a fermare le lotte.
Decine di migliaia di persone nella nostra città e in tutte le città del mondo si stanno mettendo in gioco, con i propri corpi, come gli attivisti della Global Sumud Flotilla, contro un genocidio che Israele, con il sostegno degli Stati Uniti e la piena complicità del Governo Meloni, continua a portare avanti.
Di fronte a tutto questo, di fronte a una guerra che Israele e gli Stati Uniti stanno alimentando con conseguenze e rischi enormi per l’umanità, disobbedire è un dovere morale e politico.
E così, in ogni parte del mondo, si attuano forme di repressione, e anche nel nostro Paese assistiamo allo stesso fenomeno. Le denunce qui a Pisa sono parte dello stesso attacco che subiscono gli insegnanti nelle scuole da parte del ministro Valditara e dei provvedimenti assunti contro i Vigili del Fuoco che si inginocchiano davanti alla bandiera palestinese, utilizzando tutti gli strumenti liberticidi e anticostituzionali contenuti nel Decreto Sicurezza.
I recenti Decreti Sicurezza rappresentano inoltre un ulteriore salto di qualità in questa deriva repressiva, rafforzando strumenti che limitano il dissenso e criminalizzano il conflitto sociale. È il segnale di una crescente pressione autoritaria da parte di governi che affrontano così le profonde questioni sociali, economiche e democratiche che attraversano il Paese.
Siamo di fronte a una grande questione democratica sulla quale nessuno può tacere e rispetto alla quale occorre mobilitarsi. La maxi-indagine di Pisa non è un caso isolato, come abbiamo visto recentemente anche a Massa e ora in altre città contro il movimento.
Noi, ancora una volta, come sempre, ci mettiamo la faccia, non solo come forze politiche ma anche attraverso la nostra rappresentanza istituzionale. Il nostro consigliere ha fatto ciò che ogni amministratore locale e ogni sindaco dovrebbe fare: stare dalla parte dei diritti, stare con il popolo palestinese.
Abbiamo bloccato anche il Consiglio comunale per questo, abbiamo bloccato strade, autostrade, ferrovie, l’aeroporto, e continueremo a farlo sempre alla luce del sole.
Invitiamo tutte le realtà associative, sindacali, politiche, collettivi, comitati e movimenti, le migliaia di persone che sono scene in piazza ad una solidarietà attiva come risposta a questi attacchi, rilanciando la mobilitazione per la Palestina libera, contro la guerra e la militarizzazione dei nostri territori.
Diritti in Comune: Una città in Comune – Rifondazione Comunista
