Diritti in Comune a fianco dei lavoratori e dei movimenti contro l’hub logistico militare Pisa-Livorno: «Pisa non è zona di guerra. Trasparenza subito su Tombolo, Camp Darby e trasporti di armi»

La Coalizione Diritti in Comune (Una Città in Comune e Rifondazione Comunista) esprime la propria totale solidarietà e pieno sostegno alle mobilitazioni indette da Ferrovieri contro la Guerra, Coordinamento Antimilitarista Livornese e CUB (Confederazione Unitaria di Base), ribadendo la ferma contrarietà allo sviluppo dell’hub logistico militare tra Pisa e Livorno e la militarizzazione crescente del nostro territorio.
Da anni il nostro gruppo consiliare si batte per fare piena luce sui progetti di potenziamento bellico. Per questo, Diritti in Comune si impegna a continuare a svolgere il proprio ruolo all’interno delle istituzioni, con l’azione costante di interpellanze, interrogazioni e accessi agli atti, per garantire la massima trasparenza su tutte le operazioni in corso. Siamo convinti che gli Enti Locali abbiano il dovere primario di vigilare sulle merci, in particolare quelle pericolose, le armi e in generale il materiale bellico, che transitano su tutte le infrastrutture che attraversano la provincia: l’autostrada A12, il Canale dei Navicelli e la ferrovia Pisa-Livorno.

Abbiamo denunciato e continuiamo a denunciare il rischio che il Canale dei Navicelli diventi il “Far West”, con trasporti di armi da e per la Tombolo Dock, la banchina per la guerra, che avvengono troppo spesso fuori da ogni controllo e piano di sicurezza. Siamo radicalmente contrari all’economia di guerra per un principio di base antimilitarista e perché essa sottrae risorse fondamentali alla collettività, creando danni irreversibili.
Il potenziamento della base di Camp Darby e della relativa linea ferroviaria non solo potenzia il rifornimento d’armi, ma sta già causando disagi inaccettabili ai pendolari del trasporto pubblico, costretti a subire blocchi e modifiche alla circolazione a causa di lavori che favoriscono la Military Mobility (come l’accordo tra RFI e Leonardo che chiediamo di cancellare subito). Siamo convinti che gli investimenti debbano essere orientati in direzione di un’economia di pace, che dia garanzie al trasporto pubblico, in primis ai pendolari, e non alle esigenze di guerra.
L’opacità legata ai progetti di sviluppo militare genera, inoltre, gravi rischi. Abbiamo assistito alla devastazione dei tagli degli alberi nel Parco di San Rossore per consentire il potenziamento di Camp Darby, un danno ambientale inaccettabile al nostro patrimonio naturale. Inoltre la mancanza di trasparenza nei progetti militari favorisce il rischio di corruzione e affari all’ombra della NATO e in generale dell’industria bellica.

Diritti in Comune ribadisce: «La Toscana non è zona di guerra. Chiudere Camp Darby, bloccare i trasporti di armi e munizioni e fermare il progetto della nuova base è l’unica via per demilitarizzare il nostro territorio e tutelare l’ambiente e la sicurezza dei cittadini».

Condividi questo articolo

Lascia un commento