Diritti in comune al Toscana Pride

Come ogni anno, aderiamo e partecipiamo al Toscana Pride, una delle molte forme di azione politica della comunità LGBTQ+, che si intreccia alle pratiche quotidiane di cura e mutualismo, mobilitazione, lotta sindacale, per la casa, per la salute, contro le terapie di conversione, pratiche di conflitto e trasformazione, cultura, creazione di spazi di libertà. Si intreccia con la convergenza delle lotte, come abbiamo visto per le mobilitazioni contro il genocidio in Palestina, e il rifiuto di ogni forma di rainbow washing per coprire i crimini di Israele.

Un’azione quotidiana che sollecita anche i soggetti politici che si trovano nelle istituzioni, ad ogni livello.

Veniamo da un Consiglio comunale, lo scorso venerdì, in cui la maggioranza ha espresso grande apprezzamento per la riforma Valditara sull’educazione sessuo-affettiva. Una riforma che rappresenta un attacco durissimo alla scuola pubblica e ai fondamenti scritti nella Costituzione. Ma anche una riforma che, soprattutto, pone fortissime limitazioni al diritto di bambini, bambine e adolescenti a ricevere informazioni adeguate alla loro età su temi come il consenso, la salute, un’educazione alla diversità che scardini i pregiudizi. Nel subordinare, nelle scuole secondarie, l’accesso a questi percorsi educativi al consenso dei genitori, si afferma inoltre un’idea in cui le persone più giovani sono quasi una “proprietà” degli adulti. Una visione in cui prospera una cultura dell’abuso, della discriminazione e della violenza di genere. Il tutto, con la benedizione dell’associazione ProVita e l’esplicito riferimento al “gender” da sconfiggere.

Crediamo fortemente che la trasformazione possa partire dal basso, anche dalle alleanze tra territori e tra le comunità che li vivono. Come ha sottolineato con chiarezza i Comitato Pride Toscana, quando si parla di lotte e di diritti, non possono esistere periferie. E per questo, noi ci siamo e ci saremo.

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