Abbiamo inviato nella giornata di oggi un atto di diffida alla Presidenza del Consiglio comunale. In questi giorni, infatti, è in corso una discussione paradossale che vorrebbe annullare tutto il lavoro del nostro gruppo consiliare a seguito delle dimissioni del nostro attuale capogruppo, Ciccio Auletta, e della sua sostituzione nello stesso ruolo con Giulia Contini.
Si tratta di un lavoro enorme che abbiamo costruito insieme alla città: 100 atti tra argomenti depositati in commissione e in consiglio, mozioni, interrogazioni e interpellanze. Ognuno di questi cento atti è un tassello della nostra azione istituzionale: parte del lavoro quotidiano con cui proponiamo un’alternativa e svolgiamo quella funzione di controllo, propria dell’opposizione, sull’operato dell’amministrazione Conti.
Come abbiamo già dichiarato — e come è ovvio in una politica che non si pone in modo personalistico ma collettivo — per noi la sostituzione in Consiglio comunale rappresenta un atto di continuità e di rilancio, la prosecuzione di un percorso nato tredici anni fa e proseguito fino a oggi sempre con un unico obiettivo: difendere l’interesse pubblico, portando avanti proposte serie, concrete e possibili per costruire un domani diverso, più giusto e inclusivo.
L’attività consiliare svolta da Ciccio Auletta è sempre stata esercitata come capogruppo della nostra coalizione e, per questo, non può subire un trattamento diverso da quello che, nelle medesime condizioni, spetterebbe a chi è capogruppo di un gruppo con più di un seggio: i diritti sono di tutti e devono essere uguali per tutti.
Non solo.
La destra intende porre in essere una forzatura evidente, equiparando la sostituzione all’assenza ingiustificata e sostenendo che gli atti decadano perché il consigliere non sarà in aula. Per noi questo non è vero: che sia Ciccio o che sia Giulia, la nostra voce in consiglio sarà sempre la stessa, perché è una voce collettiva. È la stessa voce che portano avanti con ostinazione e coraggio, nelle commissioni, anche tutte le nostre uditrici e del nostro uditore: Teresa Arrighetti, Tiziana Nadalutti, Serena Fondelli, Leila D’Angelo e Federico Oliveri.
Siamo convinti che la nostra posizione sia chiara e coerente e non temiamo questo passaggio. Al contrario della destra che, evidentemente, per depotenziarci deve ricorrere a ogni possibile stratagemma, arrivando persino a estendere l’applicazione di penalizzazioni a ipotesi non previste dalla legge, inventando di sana pianta una regola che non è scritta né nel regolamento, né nello statuto, né tantomeno nelle leggi e nella Costituzione che, invece, tutelano la continuità della rappresentanza. E sapete perché? Perché la rappresentanza è un interesse del popolo, non di un gruppo che esercita il potere.
