Eppur si muovono: gli studenti non sono pacificati

L’anno scolastico appena iniziato sembra immerso in un acquario: l’attenzione è rivolta alle “novità” che il Ministro Bussetti sta presentando col contagocce, ma che creano aspettative nel mondo della scuola. C’è chi è in spasmodica attesa di Quota 100 per la pensione, chi gioisce per la rimozione dell’obbligatorietà dei test INVALSI e delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro per la maturità (sicuramente una buona notizia), ma non si accorge che la revisione degli esami di stato prevede l’eliminazione del tema storico sostituito da uno di carattere general-generico, magari tratto da qualche social.
Nel frattempo, in sintonia con l’afflato securitario e muscolare del Ministro dell’Interno Salvini, si blindano le scuole con telecamere e controlli polizieschi, mentre non ci sono investimenti significativi né tantomeno significativi cambiamenti nell’impostazione della cosiddetta Buona Scuola e della scuola azienda inaugurata dai governi del PD.
In questo disastro politico-sociale, gli unici a mobilitarsi sono gli studenti che lanciano la mobilitazione contro le politiche di devastazione della scuola pubblica unitariamente alla prima mobilitazione sociale dell’autunno contro il governo dominato dalle prepotenze leghiste.
Il sostegno alla manifestazione di venerdì 12 ottobre è dunque non solo un atto dovuto di appoggio al movimento studentesco, ma anche un primo passo nella costruzione di una mobilitazione generale contro le politiche reazionarie del governo giallo-verde.

Diritti in comune:
Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa possibile

 

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