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Chi ha paura della Costituzione? Incontro pubblico con Francuccio Gesualdi e Giovanni Russo Spena

giovedì 15 maggio 2014,

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Giovedì 15 maggio dalle ore 17.30 alle ore 20.00
Polo Carmignani Pisa

Il Comitato per la Democrazia Costituzionale di Pisa organizza un incontro dibattito pubblico per approfondire i temi delle contro-riforme costituzionali e della legge elettorale portati avanti da Renzi, in accordo con Berlusconi, e per promuovere la realizzazione di tanti articoli della Costituzione non ancora applicati nella loro interezza.

Partecipano:

Francuccio Gesualdi
saggista, Fondatore del Centro Nuovo Modello di sviluppo di Vecchiano

Giovanni Russo Spena
giurista, già docente all’Università di Napoli

Sono previsti interventi di rappresentanti di:

Distretto 42 / Municipio dei Beni Comuni
Comitato Acqua Bene Comune Pisa
Comitato Non Bruciamoci Pisa
Comitato In difesa di San Rossore
Tavolo regionale per la Scuola statale

***

Il continuo e massiccio attacco ai diritti garantiti dalla nostra Carta Costituzionale (lavoro, istruzione pubblica, ripudio della guerra, tutela della salute, del paesaggio, voto diretto, eguale e libero, funzione sociale della proprietà privata ecc.) ed alla struttura stessa dello Stato (abolizione delle Province, Unione dei Comuni, riforma del Senato come organo non più eletto dai cittadini) da parte dei governi che si sono avvicendati in Italia dal 2005 ad oggi, compreso l’attuale governo Renzi, non è certo casuale né tantomeno giustificato dalla “pretesa” necessità di assicurare la governabilità del paese.

E’ un progetto ben congegnato per affossare i diritti conquistati dalle cittadine e dai cittadini italiani che hanno lottato nella Resistenza per liberare l’Italia dalla dittatura fascista e costruire un paese fondato su diritti certi, uguali per tutte e tutti, e sulla rappresentanza democratica e proporzionale (1 testa, 1 voto) nelle istituzioni italiane.
La nostra Costituzione è una Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Come quelle spagnola, portoghese e greca.

Per questo, la JP Morgan, prima banca degli Stati Uniti, pluricondannata per truffe, ha attaccato in un documento del maggio 2013 queste Costituzioni perché “hanno una forte impronta socialista derivante dalla forza che i partiti di sinistra avevano subito dopo la caduta dei regimi fascisti” in quanto prevedono “diritti dei lavoratori garantiti per via costituzionale…e, per finire, il diritto di protestare”.
Un primo tentativo di smantellamento della Costituzione è datato 18 novembre 2005 quando fu pubblicato in Gazzetta Ufficiale il disegno di legge “Modifiche alla Parte II della Costituzione” (Ordinamento della Repubblica), approvato sotto il governo Berlusconi, che riscriveva ben 50 articoli sugli 81 effettivi, che avrebbero sostituito, con un ordinamento completamente nuovo, l’intero ordinamento democratico che i Padri costituenti avevano preordinato perché fosse funzionale ai valori ed ai principi affermati nella I Parte della Costituzione (Diritti e Doveri dei cittadini: Rapporti Civili, Etico-Sociali, Economici, Politici).

Fortunatamente il disegno di legge fu sottoposto a referendum perché era stato approvato dal Parlamento con una maggioranza inferiore ai due terzi, così come previsto dall’art. 138 della Costituzione. Al referendum del giugno 2006 vinsero i NO alla proposta di modifica costituzionale con il 61,7% di voti (contro il 38,3% dei SI’).
Un altro tentativo, questa volta indiretto ma altrettanto antidemocratico, di attaccare la Costituzione è stato il cosiddetto Porcellum, la legge elettorale (n. 270, 21 dicembre 2005) con la quale sono stati “nominati” dai partiti (e non scelti direttamente dai cittadini) tutti i deputati ed i senatori del Parlamento italiano che hanno approvato, da allora fino ad oggi, decine di leggi che hanno cambiato le norme su cui si fondava la vita del nostro paese.

Il Porcellum, che ha regolato le elezioni politiche del 2006, 2008 e 2013 e che ha dato vita a tre legislature (XV, XVI e XVII), è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale nella sua prima sentenza del 2014, lo scorso 13 gennaio, illegittimità che è stata confermata recentemente anche dalla Corte di Cassazione (n. 8878 del 4-16 aprile 2014). In ambedue le sentenze si precisa chiaramente che, essendo stata ripristinata la legalità costituzionale, i cittadini italiani possono “a decorrere dal 13 gennaio 2014 ed attualmente, esercitare il diritto di voto secondo i precetti costituzionali” (Cassazione). Ovvero, come scrive la Corte Costituzionale, utilizzando “il meccanismo in ragione proporzionale” senza “premio di maggioranza” e garantendo il ripristino del “voto di preferenza”.

I punti dichiarati incostituzionali dalla Consulta sono stati reintrodotti, in modo peggiorativo, dall’Italicum, la proposta di legge elettorale nata da un accordo politico tra Renzi e Berlusconi e che è già stata approvata dalla Camera dei deputati.

E noi ci chiediamo.

E’ legittimo un Parlamento eletto con procedure dichiarate incostituzionali?

L’attuale Parlamento ha l’autorevolezza necessaria per modificare la Carta costituzionale?

Perché tanta fretta di stravolgere la nostra Costituzione?

I principi fondamentali su cui si fonda la nostra Carta Costituzionale, in vigore dal 1° gennaio 1948, non sono stati ancora applicati nel loro complesso. Per questo noi cittadine e cittadini italiani chiediamo e pretendiamo che questi principi vadano applicati e non certo riformati o stravolti come stanno tentando di fare da oltre vent’anni in Italia soprattutto in questo periodo, in cui stiamo assistendo ad una accelerazione mai vista da parte del governo Renzi.

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Data:
giovedì 15 maggio 2014,

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