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Manifestazione per Mohamud Mohamed Guled

martedì 18 giugno 2013, @ 10:00 - 17:00

IMG_8805Guled parte dalla Somalia nel 2011 con alcuni amici perchè in guerra la vita ha un brutto colore. Arriva a Lampedusa con una barca, dopo aver attraversato la Libia insieme a tanti altri con il desiderio di trovare finalmente un po’ di pace. Viene trasferito a Pisa in un centro di accoglienza della Croce Rossa allestito per la cosiddetta “Emergenza Nord Africa”. Arriva pieno di speranze e con il sorriso, sta bene. E’ li però che la tristezza si fa spazio nella sua mente. Non è vita un luogo in cui puoi soltanto mangiare, dormire e farti visitare da qualcuno che ti riempe di psicofarmaci perchè si guadagna di più così, invece che sprecare risorse per tentare inserimenti lavorativi, formazione, l’insegnamento della lingua. Un parcheggio, questo era il centro della Croce Rossa. Un parcheggio in cui si sta fino a che i soldi, i tanti soldi, non finiscono ben al sicuro nella tasche di chi da anni specula sulla vita e la prigionia di migliaia di migranti che arrivano in Italia. Il 28 febbraio il centro chiude con la fine dell’ENA . Guled viene messo per strada con 500 euro di buonuscita e la promessa che a breve sarebbero arrivati i suoi documenti. Il 7 febbraio infatti, era stato ascoltato dalla commissione per il rilascio dello status di rifugiato…da allora non riesce più ad avere notizie del suo permesso. Arriva a Firenze per cercare aiuto dai suoi fratelli somali che sa di trovare alla casa di via slataper,6. Non è facile nemmeno li, perchè la casa è piena di gente…sono in tanti che non sanno come fare ad andare avanti qui in Italia. E’ sempre più triste e con sempre meno coraggio, perchè bussa in questura a Pisa decine di volte senza che nessuno gli dica dov’è il suo permesso. Ora viene fuori che il permesso di soggiorno stava arrivando..peccato nessuno si sia preoccupato di dirlo a Guled, né la Questura, né la Croce Rossa che avrebbe dovuto averlo in carico, infatti la domanda con la quale assaliva ossessivamente i suoi amici era sempre la stessa “Dove è il mio permesso di soggiorno? Perchè l’ hanno dato a tutti ed a me no?”.Al centro veniva curato per grave depressione. Evidentemente per i medici e i responsabili del centro di accoglienza per magia il 28 febbraio Guled era guarito..chi sennò avrebbe lasciato sola una persona che stava male, no? E ora però Guled se ne è andato. Voleva andarsene da qui, voleva tornare in Somalia, meglio la guerra di un posto crudele come l’Italia. Guled si è ucciso. Ma parlare di suicidio è sbagliato. Guled è stato ucciso. Da chi lo ha abbandonato senza tutele e senza cure, da una burocrazia assurda che lascia un rifugiato in attesa di un permesso per 2 anni. I giornali non gli hanno dato nemmeno la dignità di un nome e di un cognome. Ma la sua storia è quella di tanti e di tante. Perchè non accada di nuovo, Martedì ore 10 in via zara sotto la Questura per chiedere:

– l’ istituzione di nuove sedi per le commissioni che valutano le richieste di asilo dislocate sul territorio nazionale che consentano di avere una risposta in tempi ridotti
– DIRITTO DI RESIDENZA anche negli stabili occupati, unica reale alternativa alla strada
– Apertura di una VERTENZA nazionale per il DIRITTO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE. Gli accordi di Dublino devono essere CANCELLATI
– Diritto alla casa, al lavoro e a tutte le tutele previste dal diritto internazionale per i rifugiati in talia

con Guled nel cuore, con la libertà negli occhi, con la rabbia nelle vene.

Casa di via Slataper, 6

con l’appoggio del movimento di lotta per la casa

Dettagli

Data:
martedì 18 giugno 2013,
Ora:
10:00 - 17:00

Luogo

Via Zara
Firenze,

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