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Nessuna base per nessuna guerra – Dibattito sull’economia di guerra

30 Giugno @ 18:00 - 20:00

In parallelo alle iniziative di piazza e di lotta, il Movimento ha trovato importante approfondire alcuni temi legati all’opposizione alle basi militari e alle guerre, così da rafforzare la convinzione che ci ha portat* in piazza il 2 giugno: nessuna base per nessuna guerra, né qui né altrove.

Il progetto della base militare di Coltano ha anticipato quanto lo scoppio della guerra in Ucraina ha messo a sistema: una corsa al riarmo generalizzata. Per come investe un territorio specifico e il cosiddetto “interesse nazionale”, Coltano è dove si concretizza una tendenza locale. Infatti, la sua collocazione tra l’aeroporto militare, i reparti della Folgore di Pisa e Camp Darby, la rende un tassello decisivo per potenziare ulteriormente le strutture militari di Pisa, rendendola uno dei più importanti hub militari del paese.

Tuttavia, la militarizzazione della piana pisana va letta alla luce della decisione, da parte dell’Italia e di tutti i paesi europei (e non solo), di aumentare la parte di spesa pubblica da destinare alle spese militari. Ciò, unito alla funzione della base di Coltano di ospitare reparti speciali di assalto per missioni all’estero, manifesta un desiderio di guerra della politica che può fare da innesco per conflitti futuri e fomentare la competizione militare, energetica, economica e politica tra grandi potenze.

Ecco che un primo ambito di discussione e formazione di questa iniziativa è quello di collocare la base di Coltano entro un orizzonte globale ed europeo, al fine di coglierne il suo posto dentro una militarizzazione che, appunto, si dà su scala globale.

In secondo luogo, l’urgenza di oggi è capire come l’economia si stia riconfigurando intorno alla guerra. Insomma, cosa dobbiamo intendere per “economia di guerra”? Come sta impattando la nostra vita? La base di Coltano è emblematica di questa riorganizzazione: finanziata con fondi che dovrebbero essere finalizzati alla riduzione delle disuguaglianze sociali, costruita contravvenendo ai limiti ambientali propri di un parco naturale grazie alle semplificazioni previste dai piani per la transizione ecologica. Ancora una volta, ritroviamo la simmetria tra piano locale e processi globali. Infatti, lo scoppio della guerra in Ucraina e il riarmo conseguente ha fatto sì che i fondi pubblici vengono destinati alla spesa militare e sottratti all’emergenza sociale, che si prospetta sempre più concretamente con l’aumento generalizzato del costo della vita.

Dall’altro, la corsa a nuove fonti fossili di energia (dalla riapertura delle centrali a carbone, agli accordi per il gas liquefatto del Qatar e la costruzione di nuovi rigassificatori), causa principale della crisi climatica, ha mostrato il vero e ingiusto volto di una presunta “transizione ecologica”. Da questa prospettiva possiamo percorrere l’ambizione di fare dell’opposizione alla base di Coltano lo spazio di convergenza tra i nostri bisogni, un mondo sostenibile e il rifiuto di ogni ogni guerra e scontro di civiltà.

Questo primo momento vuole inaugurare un percorso di approfondimento il più possibile aperto e partecipato, coordinato dal gruppo studio del movimento no base, per fare dell’antimilitarismo un punto essenziale nella costruzione di una reale opposizione a ogni base e ogni guerra.

Ne parleremo insieme a:
Sandro Mezzadra docente dell’Università di Bologna e studioso di filosofia politica.

Movimento No Base – né a Coltano né altrove

 

Dettagli

Data:
30 Giugno
Ora:
18:00 - 20:00

Luogo

Giardini di Storia e Filosofia
Via P. Paoli, 9
Pisa, Italia

Organizzatore

Movimento No Base – né a Coltano né altrove