I Passi: sala polifunzionale “fantasma”. A più di 2 anni dalla conclusione lavori l’immobile non è ancora stato accatastato dal Comune

La sala polifunzionale nel quartiere I Passi, realizzata a partire dal 2017 con un progetto avviato dal Comune anche con la collaborazione della Regione Toscana, in realtà non esiste: è una illusione degli abitanti del quartiere vedere chiusa da 2 anni una grande struttura a forma di cubo che potrebbe essere uno spazio in grado di ospitare eventi e associazioni restituendo a Pisa un bel luogo dove aggregare e creare comunità.

E’ questa la scandalosa realtà che è emersa ieri in Prima Commissione di Controllo e Garanzia grazie all’argomento richiesto dal nostro gruppo consiliare a seguito anche delle ripetute denunce fatte in questi anni dal Comitato de I Passi.

Infatti il nuovo edificio, in calcestruzzo armato, che ha una superficie coperta di circa 290 mq, un volume lordo di 1800 mc, sviluppandosi su due piani fuori terra, ad oggi non risulta essere ancora mai stato accatastato. Quindi non esiste formalmente e non è utilizzabile secondo quanto riferito dalla Assessora Mancini.

Come è possibile che la certificazione di regolare esecuzione dei lavori sia stata fatta dal Comune il 3 ottobre del 2023, e a distanza di oltre 2 anni ancora l’edificio non sia stato accatastato dal Comune? Su questo andremo fino in fondo per capire cosa è accaduto, visto che ci troviamo di fronte ad una anomalia assoluta.

La pratica è iniziata solo qualche settimana fa quando, dopo le denunce nostre e degli abitanti del quartiere, a dicembre 2025 la Direzione Cultura ha chiesto di avere le certificazioni degli impianti e l’accatastamento dell’immobile per capire se e come poter utilizzare questo spazio.

Siamo di fronte ad un evidente sperpero di denaro pubblico. Oltre 800 mila euro per realizzare un edificio perfettamente completo dall’ottobre del 2023 che ad oggi è ancora chiuso, senza che gli iter amministrativi per poterlo rendere fruibile siano conclusi.

Un edificio nuovo lasciato per 2 anni in abbandono è un ulteriore costo per i cittadini e le cittadine che si sono visti privati di un loro bene, di uno spazio di socialità ed aggregazione.

Ad oggi non si sa nulla di cosa voglia farci l’amministrazione Conti e come lo voglia utilizzare. Per questo abbiamo chiesto una discussione in Terza Commissione perché si apra con urgenza un percorso di ascolto e di partecipazione con il quartiere per definirne il modello gestionale.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista

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