Il 5 settembre tutte e tutti a Livorno: la difesa del verde è difesa della salute, del clima e del futuro delle nostre città

Una città in comune aderisce convintamente e chiama alla mobilitazione per la manifestazione nazionale del prossimo 5 settembre a Livorno, (qui l’evento) al fianco degli Orti Urbani di Via Goito, per difendere un polmone verde di sei ettari minacciato dalla speculazione edilizia. Difendere questi spazi non è un vezzo ideologico, ma una fondamentale misura per la tutela della salute dei cittadini e delle cittadine, per preservare la biodiversità e garantire quei servizi ecosistemici oggi indispensabili per proteggerci dalla crisi climatica e dalle ondate di calore estremo. È una visione che si contrappone nettamente alla logica del profitto e della mercificazione – incarnata dai centri commerciali con l’aria condizionata che continuano a consumare suolo – rivendicando invece spazi pubblici aperti e vivibili.

Le aree verdi e gli orti urbani rappresentano molto più di semplici aree libere: sono luoghi vivi di aggregazione sociale, presidi di comunità e modelli concreti di uno sviluppo sostenibile basato sulla filiera corta, sul chilometro zero, sull’autoproduzione contro lo spreco, sulla promozione di un consumo consapevole e sulla cura dei beni comuni.

Questa vertenza non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro nazionale di lotte dal basso che unisce le comunità in resistenza: dalla battaglia per il Bosco Ospizio a Reggio Emilia fino a Pisa, dove assistiamo alla stessa inaccettabile aggressione al territorio: aree preziose come gli orti di via Maccatella e gli orti di via di Parigi sono minacciate da previsioni di parcheggi e nuove edificazioni. Per questo siamo fermamente al fianco del comitato Insieme per le Piagge che oggi ostacola l’urbanizzazione selvaggia di un quartiere nonostante il maquillage dell’area sportiva.

Questa aggressione al territorio non è un incidente di percorso, ma si inserisce in un meccanismo complessivo e totalizzante di trasformazione delle città, guidato da una visione neoliberale che punta all’estrazione di profitto da ogni singolo centimetro quadrato di suolo, così come stiamo denunciando con forza e continuità nell’inchiesta Pisa Depredata. Emblematico in tal senso è quanto avvenuto a Livorno con la recente conferenza stampa della proprietà, che ha tentato di ammantare la cementificazione di Via Goito dietro la definizione di “eco-quartiere” e soluzioni hi-tech. Come ha giustamente denunciato il Comitato degli Orti, siamo di fronte a una perfetta operazione di greenwashing che tenta di spacciare per “rigenerazione” la distruzione di sei ettari di oasi climatica. A chi governa va ricordato con nettezza che il ruolo della pianificazione spetta all’amministrazione pubblica e non al privato, e che non c’è cosa di più green del verde naturale: il resto sono solo parole di marketing per giustificare la rendita fondiaria.

Serve una vera e propria rivolta dal basso contro la depredazione delle nostre città, dei suoi beni comuni e dei suoi spazi, investendo su una vera e propria infrastruttura verde che innervi le aree urbane. Queste sono le uniche infrastrutture che potranno salvarci dai cambiamenti climatici già in atto e non le grandi opere che in Toscana, dal nuovo aeroporto di Peretola alla Darsena Europa, e in Italia, dal Ponte sullo Stretto alla Tav, si vogliono realizzare in nome della speculazione e della rendita privata.

Per tutto questo saremo in piazza a Livorno il 5 settembre, invitando tutta la cittadinanza a partecipare. Ma sappiamo che la resistenza non basta: è necessario rilanciare con forza anche sul piano istituzionale. Sulla scia delle direttive europee della Nature Restoration Law e degli appelli dell’ISPRA, non possiamo più accontentarci di tamponare il consumo di suolo o di accettare compensazioni arboree di facciata. Dobbiamo passare all’attacco, pretendendo politiche urbanistiche coraggiose e rigenerative che prevedano il ripristino dei suoli, togliendo asfalto e restituendo spazio alla natura per trasformare le nostre città in luoghi resilienti e vivibili.

Una città in comune

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