Il Comune di Pisa prosegua a iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe

Il Comune di Pisa ha reso noto, dopo nostra richiesta di puntualizzazione, che dall’entrata in vigore della “Legge Salvini” non iscrive più i richiedenti asilo all’anagrafe comunale pisana e non lo farà in futuro.

Il diritto soggettivo all’ottenimento della residenza del richiedente asilo, cittadino non-UE regolarmente soggiornante, viene a Pisa negato, ignorando ogni lettura costituzionalmente orientata della normativa italiana in tema di iscrizione anagrafica ma anche della stessa Legge Salvini. Su questo tema si è espressa in maniera chiara l’Associazione “L’Altro Diritto” nel parere fornito all’ANCI Toscana, e inviato per valutazione anche alla Dirigente dell’anagrafe del comune di Pisa.

Ricordiamo che l’iscrizione anagrafica, e la conseguente residenza, sono sia un diritto sia un dovere per tutti i cittadini regolarmente presenti sul territorio, che siano italiani o stranieri, e che è un diritto che rende possibile esercitare altri diritti fondamentali.

Non riconoscere la residenza nel territorio pisano ai cittadini stranieri in fase di richiesta d’asilo ostacola di fatto il riconoscimento dei basilari diritti della persona basati sulla residenzialità, tra cui l’accesso al Sistema Sanitario Nazionale e quindi l’accesso alle cure e a eventuali esenzioni. L’assenza di residenza ostacola anche l’accesso a tutti i presidi di sicurezza sociale che vengono individuati dai Comuni e che, sempre più spesso, in contrasto con la nostra Costituzione, prevedono un tempo minimo di residenza per poter essere richiesti (contributi affitto, alloggi popolari, altri bonus, agevolazioni iscrizioni asili ecc.).

L’avere una carta d’identità favorisce l’instaurarsi di una serie di relazioni sociali che portano gradualmente a un meccanismo di integrazione e inclusione sociale, come ad esempio la ricerca di lavoro. La Legge Salvini in questo senso produce disintegrazione sociale e marginalità, altro che sicurezza.

Nessuna puntualizzazione da parte del Governo sul fatto che verranno comunque garantiti i diritti fondamentali, nonostante l’invisibilità a cui si vuole condannare i richiedenti asilo, potrà essere sufficiente.

Per queste ragioni abbiamo presentato una mozione in consiglio comunale, sulla base della iniziativa lanciata da diversi comuni, a partire da quello di Napoli e Palermo, di “obbedienza alla Costituzione” affinché il Comune di Pisa applichi la legge alla luce della Costituzione e continui a iscrivere i richiedenti asilo alla anagrafe.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

 

 

 

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