Il Newroz non si tocca: assemblea cittadina al Parco delle Concette

Le farneticanti dichiarazioni di Futuro Nazionale contro il Newroz sono la fotografia perfetta dell’idea di città che il centrodestra vorrebbe imporre a Pisa. Una città fatta di parcheggi, cemento, speculazione e controllo, dove ogni spazio di socialità gratuita, mutualismo e partecipazione popolare deve essere cancellato perché incompatibile con gli interessi di chi la città se la vuole comprare e di chi ha della città e della convivenza urbana una visione autoritaria.

Con il Piano Operativo Comunale la Giunta Conti vuole continuare a cementificare e mortificare interi pezzi della città, aprendo enormi spazi alla rendita e alla speculazione privata, e l’estrema destra eversiva della sua maggioranza prende la palla al balzo per attaccare lo storico centro sociale della nostra città che da anni produce cultura, solidarietà, aggregazione e cittadinanza attiva nel quartiere. Non è un caso. Perché luoghi come il Newroz rappresentano esattamente ciò che il potere teme: persone che si organizzano dal basso, che costruiscono relazioni sociali fuori dalle logiche del profitto e che praticano quotidianamente il diritto alla città.

Come scrive David Harvey, il diritto alla città non è soltanto il diritto di accedere agli spazi urbani, ma il diritto collettivo di trasformare la città secondo i bisogni sociali di chi la vive e non degli interessi speculativi. Ed è esattamente questo che esperienze come il Newroz incarnano ogni giorno: la possibilità di sottrarre spazi all’abbandono, alla mercificazione e al degrado prodotto dalle politiche urbane neoliberiste.

Il partito di Vannacci, apertamente razzista e omofobo, sostiene politiche che hanno impoverito i quartieri popolari e ridotto drasticamente gli spazi pubblici gratuiti, riempiendosi la bocca di parole come “decoro” e “legalità”. Dietro questa retorica securitaria si nasconde una precisa idea politica: espellere dalla città tutto ciò che non produce profitto e reprimere ogni forma di socialità indipendente e conflitto sociale. L’attacco al Newroz si inserisce in un attacco generalizzato che, negli ultimi mesi in particolare, viene portato avanti in tutta Italia contro gli spazi sociali autogestiti con gli sgomberi del Leoncavallo a Milano, di Asktasuna a Torino, le minacce a Spin Time a Roma.

Il Newroz è una esperienza sociale, culturale e politica fondamentale per il quartiere e per tutta Pisa. È uno spazio che ha permesso a centinaia di persone di costruire partecipazione, mutualismo, cultura e solidarietà in una città sempre più schiacciata dalla turistificazione, dalla speculazione e dalla privatizzazione degli spazi urbani.

Per questo abbiamo partecipato all’assemblea di quartiere che si è tenuta al Parco delle Concette. Un’occasione per discutere non soltanto del futuro del Newroz, ma delle condizioni complessive del quartiere, dei bisogni reali di chi lo vive e del modello di città che vogliamo costruire: una città aperta, solidale, popolare e partecipata, contro chi vorrebbe ridurla a un parcheggio a cielo aperto al servizio della rendita. Il Newroz non si tocca.


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