Mentre l’amministrazione comunale e i vertici di governo si lasciano andare a trionfalismi e tagli di nastro, come Diritti in Comune riteniamo doveroso squarciare il velo di propaganda che avvolge gli investimenti sul Canale dei Navicelli. Non c’è nulla da festeggiare quando le infrastrutture cittadine vengono piegate a logiche di riarmo e servitù militare.
L’investimento sui Navicelli non è un’opera isolata, ma si inserisce pienamente nella strategia europea di “Military Mobility”, ovvero quella strategia che tende a piegare l’economia degli investimenti volti a rendere il territorio pronto alla guerra, come via di trasporto veloce di armi e mezzi in tutto il continente. Il Governo ha stanziato direttamente 30 milioni di euro nella legge di Bilancio 2026, che si aggiungono ai 6 milioni già messi dalla Regione Toscana negli scorsi anni nel piano di mobilità. Ma il dato più inquietante riguarda i lavori di ripalancolatura: a questi ha partecipato direttamente NSPA (NATO Support and Procurement Agency), agenzia che ha agito per conto della base statunitense di Camp Darby. Gli americani hanno gestito i lavori in autonomia, un segnale chiaro della volontà di non cedere sovranità territoriale sulle sponde del canale che, formalmente, appartiene allo Stato italiano ma che, nei fatti, viene trattata come un’estensione della base militare americana.
Dietro la retorica dell’economia blu e dello sviluppo nautico si cela il cosiddetto Dual Use. L’adeguamento del Tombolo Dock, curato direttamente dagli USA, serve a movimentare più velocemente armi, mezzi e materiali bellici. In prospettiva, la realizzazione della Darsena Europa non farà che potenziare questa vocazione: Pisa e Livorno si stanno trasformando nel principale hub logistico per i carichi di morte provenienti dagli Stati Uniti, pronti per essere proiettati verso i fronti di guerra internazionali.
Con che coraggio l’amministratore di Port Authority Mirko Benedetti e il Sindaco Conti parlano di “trasparenza”? Negli ultimi anni, queste amministrazioni non hanno mai fornito risposte compiute sul numero e sulla pericolosità dei materiali che attraversano il canale.
Mancano i dati: infatti non sappiamo cosa transiti sotto i nostri ponti. Non c’è chiarezza sulle autorizzazioni per il trasporto di materiali infiammabili ed esplodenti. Questa segretezza non mette solo a rischio la cittadinanza, ma minaccia paradossalmente lo stesso comparto della nautica d’eccellenza, costretto a convivere con una servitù militare ingombrante e pericolosa. Tra l’altro, è sempre bene ricordarlo, tutto avviene all’interno dell’area naturale ambientalmente protetta. Il Canale dei Navicelli attraversa, infatti, il cuore della Tenuta del Tombolo, anch’essa nel Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il deputato Ziello dovrebbe ricordare in quale contesto si inseriscono le sue proposte: i 30 milioni per i Navicelli sono stati inseriti nel DL Infrastrutture n. 89 del 2024 con un emendamento posto esattamente dopo il comma che finanzia l’avvio dei lavori per la nuova base militare nel Parco di San Rossore. Una continuità legislativa che rivela il disegno complessivo: la militarizzazione definitiva del territorio pisano.
Invece di vantarsi di opere faraoniche, il Vice del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti dovrebbe rendere conto di tutte le “Grandi Opere” (dal Ponte sullo Stretto alla Darsena Europa, fino alla base nel Parco) che drenano miliardi di euro. Sono risorse sottratte alle case popolari, alla sanità pubblica, alla scuola e al sostegno reale alla cittadinanza.
Chiediamo che si smetta di mascherare da sviluppo economico quella che è a tutti gli effetti una preparazione logistica alla guerra. La nostra città merita investimenti per la vita, non per la distruzione.
Diritti in Comune: Una città in comune e Rifondazione Comunista
