Finalmente giovedì 12 febbraio arriverà in consiglio comunale il nostro ordine del giorno sul conflitto di interessi di uno dei membri del Consiglio di Amministrazione della Port Authority, società controllata al cento per cento dal Comune di Pisa che, ricordiamo, si occupa del Canale dei Navicelli e delle relative opere, del rilascio delle concessioni demaniali, oltre alla promozione e della gestione dell’attività nautica.
Siamo di fronte ad una grave situazione inerente la governance di questa società, rispetto alla quale da mesi è stato innalzato un vero e proprio muro di gomma, a partire dal sindaco, in risposta alle nostre richieste di chiarimento.
Infatti, lo scorso 27 ottobre il nostro gruppo consiliare ha inviato al Segretario generale del Comune di Pisa e al Dirigente delle società partecipate una segnalazione relativa al potenziale conflitto di interessi del dottor Simone Morganti, membro del Consiglio di amministrazione della PortAuthority, nominato proprio dal sindaco Conti, dal momento che il Comune è l’unico socio. Gli altri due membri del CdA sono il presidente Mirko Benetti e la consigliera, dottoressa Lara Lupi (che attualmente ricopre anche gli incarichi di sindaca effettiva di Farmacie Comunali S.p.A. e Toscana Aeroporti S.p.A., presidente del Collegio sindacale di SEPI e sindaca supplente di APES).
Da un punto di vista politico siamo di fronte a una situazione insostenibile, in quanto lo stesso Morganti è presidente della Sezione Nautica di Confindustria Toscana Centro e Costa. È chiaro ed evidente il cortocircuito tra la tutela degli interessi privati delle aziende di cui Morganti è rappresentante e quegli interessi pubblici che dovrebbero costituire la stella polare di un Consiglio di amministrazione di una società interamente pubblica. Non è ammissibile che chi rappresenta le aziende nautiche sieda, scelto dal sindaco, nel CdA che dovrebbe controllarle. Siamo al paradosso per cui Confindustria, senza essere socia della PortAuthority, ha un proprio rappresentante all’interno di questa società pubblica, proprio come era stato auspicato pubblicamente dall’Unione degli Industriali con l’ipotesi diretta di acquisto di quote della società, ipotesi poi sfumata.
Ma non solo: Morganti è anche amministratore di un’impresa, la Velmare S.r.l., che opera nel settore nautico e svolge quindi un’attività economica potenzialmente interconnessa e influenzabile dalle decisioni della società partecipata, che agisce nel medesimo ambito settoriale.
Lo scorso 3 novembre, a seguito della nostra segnalazione, il Comune di Pisa ha chiesto chiarimenti e, nel caso, le conseguenti opportune valutazioni al presidente della PortAuthority e al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della società, il dottor Enrico Barsantini. In modo del tutto anomalo e inammissibile, la nostra segnalazione è stata inviata anche al diretto interessato, come se a chiarire il conflitto di interessi potesse essere la persona che ne è portatrice.
A distanza di quasi tre mesi non è arrivato alcun chiarimento e la scelta della società e dei suoi organismi di controllo è stata quella del silenzio. Si tratta di un fatto molto grave. Siamo davanti a una situazione insostenibile: per questo giovedì 12 febbraio in Consiglio comunale, presenteremo un ordine del giorno con cui chiediamo la rimozione di Morganti dal Consiglio di amministrazione della PortAuthority. Non riteniamo in alcun modo accettabile che Confindustria sieda, con un proprio rappresentante, nel CdA di una società controllata dal Comune, quantomeno per una questione di opportunità e di decenza.
Come denunciamo da tempo, Conti sta costruendo un vero e proprio sistema di potere anche attraverso il sistema delle nomine nelle società partecipate, per rispondere ai grandi interessi economici ma anche per soddisfare le richieste che provengono dai partiti della sua maggioranza. Caso emblematico è proprio la PortAuthority, nella quale è stato nominato come revisore contabile l’ex consigliere comunale e capogruppo della Lega fino al 2023, Paolo Cognetti: una scelta per noi assolutamente inopportuna, non tanto per le capacità professionali della persona – sulle quali non ci permettiamo in alcun modo di entrare – ma per il ruolo ricoperto fino a poco tempo fa, che incide inevitabilmente sul rapporto tra controllore e controllato.
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
