Esprimiamo tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà a Claudio Mariotti, rappresentante sindacale USB dei Vigili del Fuoco di Pisa, e agli altri lavoratori oggetto di un attacco repressivo durissimo e inquietante da parte del Viminale guidato dal ministro Piantedosi.
Lo scorso 22 settembre, nel giorno dello sciopero generale proclamato dalla USB a sostegno della Global Sumud Flotilla e di Gaza, Mariotti e altri Vigili del Fuoco hanno osservato un minuto di silenzio mettendosi in ginocchio davanti alla bandiera palestinese, in solidarietà alle decine di migliaia di vittime di Gaza.
Per questo gesto è arrivata dal Ministero una contestazione disciplinare che potrebbe portare alla sospensione con decurtazione dello stipendio o persino, anche se in forma estrema, al licenziamento, con l’accusa di aver “discreditato il Corpo” per aver indossato l’uniforme durante una manifestazione in occasione di uno sciopero.
A screditare il nostro Paese è, al contrario, il Governo Meloni, complice di un genocidio e alleato di criminali di guerra, non chi ogni giorno, indossando quella uniforme, rappresenta proprio i valori fondativi della nostra Repubblica.
Si tratta di una palese intimidazione che si inserisce in un clima generale di repressione e che, nel caso specifico, si connette alla proposta del Governo di militarizzare il Corpo dei Vigili del Fuoco, equiparandoli a operatori di pubblica sicurezza.
Questo attacco ai sindacalisti USB dei Vigili del Fuoco e ai lavoratori è un chiaro attacco al diritto di sciopero e alla libertà di espressione sanciti dalla nostra Costituzione. Si inserisce all’interno di una strategia repressiva complessiva che il Governo Meloni sta portando avanti contro chi in questi anni è sceso in piazza contro il genocidio e a fianco del popolo palestinese.
Questa aggressione contro i Vigili del Fuoco si connette strettamente alle inchieste contro gli insegnanti che nelle scuole organizzano momenti di discussione con Francesca Albanese, contro gli studenti e le studentesse che occupano scuole e università, contro i lavoratori e le lavoratrici che hanno scioperato.
L’iniziativa del Viminale contro Mariotti e i suoi colleghi riguarda tutte e tutti, perché è l’ennesimo attacco alla democrazia del nostro Paese da parte del Governo Meloni, che sta portando avanti, anche con i decreti sicurezza, una torsione autoritaria sempre più preoccupante.
Diritti in comune (una città in comune – rifondazione comunista)
