Keu: prossima udienza il 7 giugno

Si è da poco conclusa l’udienza per l’inchiesta Keu. Riguardo alle richieste di costituzione di parte civile, tra cui quella che abbiamo presentato tramite la nostra associazione, il giudice si è riservato di prendere una decisione entro la prossima udienza fissata al 7 giugno.

Tutto ciò avviene mentre da alcuni giorni si è scoperto che ci sarebbero altri 60 siti, oltre i 13 già individuati, inquinati da keu, rifiuto di risulta delle produzioni conciarie di Santa Croce sull’Arno. Su questo lunedì scorso abbiamo presentato in consiglio comunale un question time per capire se tra questi 60 ce ne fossero anche nel Comune di Pisa, ma ancora le verifiche sono in corso.

La cittadinanza ha diritto di sapere e di capire perché a tre anni dallo scoppio dell’inchiesta emerge solo ora questo possibile ulteriore inquinamento dei nostri territori.

Una cosa è certa: si conferma sempre più come la Toscana sia stata avvelenata in tutti questi anni da un vero e proprio sistema che vede coinvolti nell’inchiesta e nel futuro processo i massimi vertici delle Associazioni dei conciatori e figure chiave del potere amministrativo locale e regionale del Partito Democratico: dall’ex-segretario di gabinetto prima di Enrico Rossi e poi di Eugenio Giani, Ledo Gori, al consigliere regionale del Pd Andrea Pieroni, alla sindaca di Santa Croce sull’Arno e presidente del Polo Tecnologico Conciario (Po.Te.Co) Giulia Deidda, con una possibile penetrazione della ‘ndrangheta nel sistema dello smaltimento dei rifiuti industriali conciari

La notizia della possibile presenza di ulteriori siti inquinati con ceneri tossiche si aggiunge alle migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti contaminati utilizzati illegalmente già individuati che hanno avvelenato la nostra terra per un lungo periodo; a fronte di profitti illeciti derivanti da questo connubio tra politica, mala-imprenditoria e criminalità organizzata, restano ancora molte aree contaminate in tutta la nostra provincia, con quello che ciò comporta per la popolazione. Tutto questo mentre le bonifiche stanno al palo, con balletti di responsabilità e competenze che ad oggi in molti siti mantengono gli inquinanti a contatto coi terreni.

E’ in primo luogo la politica a dover dare chiarimenti e risposte, cosa che fino ad oggi non ha fatto e continua a non fare, procedendo ad allentare vincoli e controlli, aumentando le deroghe e la deregolamentazione a favore degli interessi delle aziende e dei profitti privati, e facilitando così l’economia illegale e la penetrazione delle mafie.

Per questo oltre alla battaglia in sede politica, vista la gravità e portata dei fatti, abbiamo deciso di fare domanda per costituirci parte civile nel processo Keu, incaricando l’avvocata Letizia Bertolucci, che ringraziamo ancora per aver deciso di seguire questo caso insieme a noi.

E attendiamo a questo punto l’esito alla prossima udienza del 7 giugno.

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