La destra vuole il taser a tutti i costi, senza basi normative e contro ogni senso della realtà

Giovedì scorso il Consiglio comunale ha dovuto esprimersi sulla nostra proposta di modifica dell’art. 22 del regolamento di Polizia Municipale, nel quale, con una delibera del settembre 2023, era stato aggiunto il taser tra gli strumenti di autotutela. La Destra ha preferito negare le evidenti incongruenze di quella scelta, respingendo la nostra proposta.

Il taser è un’arma che lancia dardi capaci di colpire con impulsi elettrici la vittima. E’ prodotta da una azienda statunitense che si occupa anche di controllare il successo o meno delle sperimentazioni dell’arma (facendo quindi a un tempo da controllato e controllore). La retorica che lo dipinge come strumento meno letale della pistola ha portato, soprattutto negli USA, a un suo utilizzo indiscriminato, e a un numero di morti sempre in aumento.

L’effetto spesso letale degli impulsi elettrici, soprattutto su persone cardiopatiche o sotto l’effetto di sostanze, è stato denunciato costantemente negli anni da Amnesty International e in Italia da Antigone e dal Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà. E in Italia nel 2023 si è registrata la prima persona morta dopo essere stata colpita con il taser, ma nel 2025 i morti sono stati ben 5.

La storia dei taser a Pisa è una storia di becera propaganda, non una storia di scelte politiche di amministrazione della città. La sperimentazione nei corpi di polizia municipale del taser, arma introdotta nella dotazione delle forze dell’ordine nel 2014, è prevista da un decreto del 2018. La prima giunta Conti, appena insediata, vide subito l’opportunità di alimentare la propria retorica securitaria, e nel 2019 fece approvare dal Consiglio comunale la possibilità di iniziare una sperimentazione anche a Pisa, acquistando di conseguenza i primi 4 taser. Nel 2023 la giunta propose poi, con una modifica del Regolamento della Polizia Municipale, di inserire il taser in maniera permanente tra gli strumenti di autotutela del corpo. Senza però avere contezza di come fosse andata la sperimentazione: la delibera di giunta che proponeva questo inserimento venne approvata ad agosto, prima della fine della sperimentazione, mentre la relazione conclusiva arrivò solo pochi giorni prima del voto in Consiglio, quando il lavoro istruttorio nelle commissioni era già concluso. E l’unico dato che emerge dalla relazione è che non fu mai necessario usare il taser: uno strumento che quindi niente ha a che fare con il lavoro quotidiano degli agenti. Ma le irregolarità non finiscono qui: anche l’inserimento tra gli strumenti di autotutela, a fianco di manganello e spray al peperoncino, è pura retorica: la Corte di Cassazione aveva già stabilito nel 2016 che il taser è da considerarsi arma propria, e come tale va trattato. Altro che strumento di autotutela! La retorica, ripetuta anche nelle scorse settimane in Seconda Commissione, del taser come via di mezzo tra il nulla e la pistola è pura mistificazione della realtà. Dopo l’approvazione della modifica di regolamento del 2023, la giunta acquistò altri 4 taser. Dalla fine della sperimentazione, gli 8 taser in possesso del Comune di Pisa sono chiusi in un cassetto: manca un regolamento ad hoc per il loro utilizzo, ma soprattutto non esiste una legge nazionale che ne permetta l’utilizzo come dotazione di routine: l’unico decreto esistente permette solo la sperimentazione.

Insomma: soldi pubblici buttati per delle armi pericolose che non possono essere utilizzate, e la maggioranza non vuole prendere atto della situazione. Ma il dato principale che emerge dalla discussione di giovedì è la grande confusione che regna della Destra cittadina sul ruolo che essa immagina per la Polizia Municipale. Confondendola costantemente con le forze dell’ordine, ha ignorato quanto contenuto nella relazione di fine mandato dell’ex comandante Cappellini, che indicava come prioritario un rafforzamento del ruolo di prossimità del corpo, con presidi diffusi nei quartieri. E per noi questo dev’essere la Polizia Municipale: un corpo al servizio della cittadinanza, preparato nella mediazione del conflitto, con organico sufficiente per svolgere il fondamentale lavoro di controllo e di gestione del traffico, con un comando che sia riconosciuto come ruolo dirigenziale autonomo e svincolato dalla subordinazione diretta al Sindaco.

Diritti in Comune: Una città in Comune-Rifondazione Comunista

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