Proprio come in una barzelletta: c’è la polizia municipale, quella provinciale, le polizie consortili e campestri, quella amministrativa, quella del lavoro, quella sanitaria, quella mortuaria, quella lacustre e quella fluviale, quella venatoria e quella doganale, ma da aprile finalmente arriverà a Pisa anche la Polizia Turistica.
Dobbiamo ringraziare la nostra amministrazione e in particolare l’assessora Bonanno, perché ciò rappresenta, stando al comunicato stampa, un decisivo passo in avanti per garantire la sicurezza nell’area di Piazza del Duomo e Piazza Manin, con possibilità di estensione a Piazza dell’Arcivescovado, via Roma e via Santa Maria, il “cuore del percorso turistico monumentale cittadino”. Ciò in realtà significa che laddove già c’è la maggiore concentrazione di uomini dell’Esercito, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia Municipale (con proprie jeep, camionette e volanti) l’insicurezza permane.
Si tratta di un nuovo corpo specializzato con una speciale divisa. Ma specializzato in cosa? La Polizia Turistica svolgerà compiti particolarissimi, che evidentemente prima venivano ignorati: contrasto all’abusivismo commerciale, truffe, “ricezione di denunce di furto e smarrimento di documenti e oggetti”, contrasto allo spaccio di stupefacenti e al commercio di prodotti con marchi falsi o alterati, “richieste di assistenza dei turisti in difficoltà e rilascio di informazioni e indicazioni”.
Dunque, le forze dell’ordine già dislocate in piazza non sono sufficienti oppure assolvono ad altri compiti che non è dato conoscere, ma che non corrispondono a quelli volti a garantire “sicurezza, legalità e accoglienza”. Una chiara ammissione d’impotenza in questi tre settori cruciali.
E a proposito di accoglienza, vale la pena ricordare che negli anni l’amministrazione comunale e quella provinciale hanno preferito dismettere quegli importantissimi punti di informazione e accoglienza turistica presenti in città o lasciarli gestire a privati, a partire da quello in piazza del Duomo. In quei centri operava personale specializzato e appositamente formato in accoglienza.
Quale formazione hanno invece i Poliziotti Turistici? Seguiranno corsi sul patrimonio storico-artistico della Piazza del Duomo o della città? Avranno acquisito particolari certificazioni linguistiche? No, semplicemente saranno individuati “tra gli operatori della Polizia Locale dotati di adeguate competenze, anche linguistiche e relazionali, per garantire un servizio di prossimità efficace e riconoscibile.” Vale a dire quelli che meglio se la cavano con l’inglese. E riconoscibile come? Quale divisa indosseranno? La foto ce li mostra con un semplice gilet giallo con la scritta “Polizia Turistica – Tourist Police”.
Dietro il comunicato stampa di ridicola propaganda sta appunto la barzelletta: nessuna nuova assunzione, nessun concorso, solo chi dei vigili conosce meglio l’inglese ed è più educato degli altri tra aprile e ottobre vestirà una pettorina gialla ad alta visibilità, ma continuerà a fare il suo lavoro di sempre. E tutto, gilet a parte, rimarrà come prima.
Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista
