Martedì 2 settembre si aprirà a Marina di Cecina il Meeting Antirazzista organizzato dall’Arci. Alla conferenza stampa di lancio c’era, giustamente, anche la Regione Toscana.
Crediamo che sia cruciale portare il Meeting dentro la Regione Toscana.
Perché mentre a Cecina si parla di diritti, accoglienza e contrasto al razzismo, poche settimane fa la Giunta regionale ha approvato una delibera che coinvolge il Servizio Sanitario Regionale e i medici di famiglia nelle procedure previste dalle nuove politiche migratorie, dispone la comunicazione degli esiti sanitari alla Pubblica Sicurezza e prevede specifici accordi tra Aziende sanitarie e Prefetture.
Una scelta che abbiamo contestato e che continuiamo a considerare profondamente sbagliata.
La Toscana dice di non volere i CPR sul proprio territorio. Bene. Ma allora non può contemporaneamente mettere pezzi della propria sanità pubblica a disposizione del sistema di controllo, trattenimento e rimpatrio costruito dal Governo e dalle nuove politiche europee sull’immigrazione.
Ci vuole coerenza e ci vuole giustizia. Definire la delibera un “atto dovuto” è un alibi: la Regione Toscana ha l’autonomia per tirarsi fuori. Chiediamo alla Giunta di fermare i protocolli con le Prefetture e di impugnare la norma statale dinanzi alla Corte Costituzionale per tutelare la funzione pubblica del Servizio Sanitario
Il Meeting Antirazzista non deve restare a Marina di Cecina. Portiamolo dentro le politiche della Regione Toscana.
