La sicurezza non si fa con i vigilantes. Il denaro pubblico sia usato in modo appropriato

In questi giorni il sindaco di Pisa ha annunciato l’utilizzo delle guardie giurate private per il controllo del territorio sul litorale, sulla base di un accordo con le associazioni di categoria. E’ bene chiarire in primo luogo che ancora una volta si tratta solo di un annuncio: abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti per capire bene di cosa si stesse parlando e ci è stato risposto che ad oggi non c’è alcun documento ufficiale, nessun protocollo e che l’assessora Bonanno ci sta lavorando.

Era una risposta quasi ovvia, dato che siamo una volta di più davanti ad una forzatura da parte della giunta Conti che però è priva di qualsiasi fondamento giuridico in materia di sicurezza. Infatti in base alle normative vigenti, e come chiarito inequivocabilmente dal Ministero dell’Interno, con una circolare del 16 dicembre 2019 (n. 557/PAS/U017145/10089.D(1)REG) diffusa a tutte le Prefetture, Questure e Comandi dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, gli Istituti di Vigilanza Privata non possono essere impiegati in attività di controllo del territorio, attività propria della Polizia di Stato. Ed è proprio sulla base di queste disposizioni che abbiamo già costretto la giunta Conti ad adeguarsi alla legge, facendo già saltare l’assegnazione di un servizio di ronda armata alle guardie private nella zona stazione.

Il controllo del territorio è una funzione di prevenzione generale dei reati propria dello Stato, «demandata in via esclusiva all’amministrazione della pubblica sicurezza e, per essa, sul territorio, alle autorità provinciali di P.S. e alle forze di polizia».

I controlli sulle persone, infatti, ribadisce la circolare del Ministero, possono essere espletati solo dagli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza «nei rigorosi casi stabiliti dalla legge e con le guarentigie rappresentate dal controllo della magistratura. In questo contesto va anche ricordato come la funzione di controllo del territorio non si intesta agli enti locali, neanche nei casi in cui il Sindaco rivesta la qualità di Autorità locale di P.S.».

È il principio di legge dell’indisponibilità delle funzioni pubbliche, dunque, non suscettibile di interpretazioni fantasiose od azzardate, che fa «escludere del tutto ogni margine di praticabilità di soluzioni preordinate ad appaltare agli istituti di vigilanza compiti di controllo del territorio e delle persone».

Il tentativo da parte della destra di trasformare la sicurezza in un business a fronte degli evidenti e clamorosi fallimenti di Conti, Ziello e della Lega è in aperto contrasto con la legge.

Chiediamo quindi all’amministrazione comunale di non procedere sulla strada annunciata dal Sindaco, chiudendo con questi maldestri tentativi di privatizzazione di funzioni proprie dello Stato, a tutto ed esclusivo vantaggio delle agenzie private. In caso contrario procederemo alle dovute segnalazioni alle autorità competenti a partire dallo stesso Ministero dell’Interno nonché al Prefetto e al Questore.

L’amministrazione comunale impieghi il denaro pubblico per la vera sicurezza a cui teniamo e di cui si può occupare, ossia quella che permette alle cittadine e di cittadini di vivere vedendo garantiti i propri diritti, avendo un territorio salvaguardato, potendosi muovere a piedi e in bicicletta senza rischi: tutte cose su cui l’intervento di un ente locale può essere decisivo, ma di cui sinora Ia maggioranza si è occupata poco e male, presa com’è farsi propaganda e dal garantire interessi privati.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

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