La solidarietà non si arresta: Diritti in comune aderisce al presidio per il convoglio Global Sumud. Contro la complicità di Pisa e le intimidazioni, la Storia ci darà ragione

Come Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista) aderiamo convintamente al presidio promosso da Amnesty International per martedì 23 giugno alle ore 18:30 in Piazza XX Settembre.

La nostra mobilitazione non inizia oggi. Fin dal primo momento, dallo scorso 24 maggio, ci siamo attivati partecipando alla campagna internazionale #SiamoTutteConVoy per chiedere l’immediata liberazione delle dieci persone del Convoglio di terra Global Sumud, arbitrariamente detenute e oggi respinte in Libia per il solo fatto di aver tentato di rompere l’assedio e portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, stremata dal perdurante genocidio israeliano.

Abbiamo immediatamente portato questa battaglia dentro i palazzi del potere, presentando una mozione urgente in Consiglio Comunale a Pisa per costringere l’amministrazione a rompere il silenzio. La destra cittadina ha vergognosamente scelto di voltarsi dall’altra parte bocciando il documento, ma la loro cecità istituzionale non ferma il nostro percorso di mobilitazione, che vive e continua nelle strade e nei canali.

Proprio lo scorso giovedì 18 giugno eravamo al ponte girevole del Tombolo, insieme al Movimento No Base, per salutare il passaggio della Flotilla. Un’azione fondamentale che ha svelato la fitta rete della logistica bellica — che si muove via acqua, via ferro e via terra — e che ha evidenziato la diretta complicità di Pisa con i dispositivi di guerra e di oppressione internazionale. Dalle piste del nostro aeroporto civile-militare, i velivoli della 46ª Brigata Aerea continuano a decollare per missioni logistiche a supporto di quel territorio dove oggi sono tenuti prigionieri i nostri connazionali e gli attivisti del convoglio. Il Governo italiano, nel silenzio e nella totale mancanza di trasparenza, continua ad addestrare le milizie libiche (comprese le forze fedeli ad Haftar a Bengasi). Le stesse bande armate che oggi violano il diritto internazionale sequestrando gli aiuti per la Palestina, vengono foraggiate e assistite con il supporto strategico del nostro hub militare. Invitiamo tutta la cittadinanza a diffondere i dati della nostra contro-inchiesta e a far conoscere i crimini commessi in Libia e lo sterminio perpetrato da Israele a Gaza, crimini coperti dalla complicità del Governo Meloni e della giunta Conti.

Vogliamo infine lanciare un messaggio chiaro a chi, in queste settimane, sta provando a spaventarci: a Pisa è in corso un attacco repressivo senza precedenti, tra la maxi-indagine che ha colpito 54 attivisti e le migliaia di euro di sanzioni per chi ha bloccato il treno delle armi il 12 marzo. Invitiamo la città a partecipare in massa e a non aver paura delle intimidazioni legali. Di fronte alla complicità con un genocidio, la disobbedienza è un dovere morale. Potranno multarci, denunciarci e bloccare i convogli, ma non fermeranno l’onda della solidarietà. La storia ci darà ragione. Liberateli tutti e tutte! Palestina Libera!

Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista)

Condividi questo articolo

Lascia un commento