«Il Presidente della Regione è stato l’elemento di forza che ci ha consentito di riprendere con decisione la volontà di portare avanti questo progetto».
Arriva ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, con queste parole da parte dell’ad di Toscana Aeroporti, Roberto Naldi, la conferma dell’asse di ferro tra i vertici della multinazionale Corporación America e l’esponente del Pd, nonché Presidente della Regione Toscana sostenuto dal centrosinistra con Avs e M5S, Eugenio Giani.
Parole non casuali nelle forme e soprattutto nei tempi, per ringraziare lo stesso Giani che in questi giorni è la vera testa d’ariete di Toscana Aeroporti, con attacchi di una virulenza inaudita contro tutti i soggetti — dall’Università di Firenze ai Comuni della piana fiorentina, fino alle associazioni e ai comitati (tra cui anche la nostra lista) — che hanno presentato ricorso al Tar contro il progetto della nuova pista di Peretola.
Il registro linguistico di Naldi e Giani, d’altronde, è praticamente lo stesso.
L’esponente del centrosinistra, in pieno delirio di onnipotenza, definisce l’Università di Firenze e i sindaci degli enti locali portatori di interessi particolari, giudicando ideologici e strumentali i ricorsi. Naldi incalza dichiarando: «Ci sono sempre bastoni fra le ruote di tutti i tipi possibili e immaginabili, ma siamo attrezzati per romperli, scansarli e andare avanti».
È evidente che la Regione Toscana e Toscana Aeroporti provano ad alzare i toni, memori della pesantissima sconfitta già subita con il precedente ricorso al Tar e la successiva sentenza del Consiglio di Stato, che hanno detto con chiarezza che la nuova pista non può essere realizzata.
Anche per questo, in questa strategia comunicativa congiunta tra multinazionale ed esponente del Pd e del campo largo toscano (da Avs al M5S fino a Renzi), tocca a Giani affermare: «Il nuovo progetto della pista è vincente dal punto di vista della sostenibilità ambientale». Siamo ormai oltre la decenza e nel negazionismo, a fronte di dati scientifici conclamati e di un’emergenza climatica sotto gli occhi di tutti.
Occorre quindi tenere altissima l’attenzione e la vigilanza di fronte alle mosse di questo asse di potere, assolutamente spregiudicato nella realizzazione di quest’opera, e a una commistione di interessi sempre più forte che pone al centro la speculazione e il profitto privato anziché la tutela del territorio, della cittadinanza e del lavoro. In tutti questi anni, infatti, il progetto di Corporación America è stato spalleggiato trasversalmente, dal Pd alla Lega, da Giani a Meloni, da Renzi a Salvini, che si sono mobilitati con ogni possibile forzatura per sostenerlo anche con finanziamenti pubblici.
Per noi, il sistema aeroportuale deve invece fondarsi sugli interessi pubblici e delle comunità, ponendo in primo piano la questione degli impatti ambientali e delle alternative progettuali, a partire anche dall’opzione zero.
In questo senso, è tutto il sistema del trasporto pubblico che va ripensato, promuovendo, potenziando e dirottando gli investimenti verso la mobilità su ferro
