In Consiglio Comunale ieri la capogruppo di Forza Italia Raffaella Bonsangue si è indignata di fronte all’affermazione della nostra consigliera Giulia Contini, la quale aveva detto essere «assolutamente ingiusto paragonare la svastica al simbolo dell’anarchia».
Richiamando il rispetto della libertà e della verità storica, Bonsangue ha detto: «ripudio entrambi i simboli, ma non posso non reagire a chi sento affermare che la svastica va condannata e il simbolo dell’anarchia va osannato».
Vogliamo davvero sperare che lo sdegno della capogruppo non si riferisca alla condanna alla svastica. Le vogliamo ricordare, però, che l’anarchia è una corrente di pensiero e di azione politica che ha sempre allargato la sfera dei diritti e della libertà.
Non a caso gli anarchici e le anarchiche sono stati tra i primi perseguitati dei regimi dittatoriali: il nazismo ha deportato e ucciso migliaia di anarchici come oppositori politici ed elementi socialmente pericolosi. La ricerca storica ha contato almeno 112 anarchici italiani deportati in quanto tali nei campi di concentramento tedeschi, la maggior parte dei quali non fece più ritorno a casa. Il Casellario Politico Centrale, il più importante strumento repressivo dello Stato italiano che il fascismo eresse a sistema di controllo sociale, raccoglie le schedature di circa 17.000-18.000 anarchici.
Per citare Errico Malatesta, «l’idea centrale dell’anarchismo è l’eliminazione della violenza dalla vita sociale: è l’organizzazione dei rapporti sociali fondati sulla libera volontà dei singoli, senza l’intervento del gendarme». Queste idee possono non piacere alla Capogruppo Bonsangue, così come agli altri esponenti della destra che pure hanno messo sullo stesso piano questi simboli, così come ieri è emerso dalle parole del Capogruppo della lega Giovanni Pasqualino e dell’Assesora Del Rosso, intervenuta sul tema.
Prendiamo atto che sia così. Ma almeno per parlarne deve essere chiaro di che cosa si parla. L’anarchia è quanto di più distante dal nazismo possa esserci sulla faccia della terra.
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)
