Un mese fa è stato inaugurato il Parco della Cittadella in un’area che fu pesantemente bombardata durante il secondo conflitto mondiale, tanto che nel Dopoguerra si decise di farla diventare un grande parco urbano aperto alla cittadinanza.
L’architetto Giovanni Michelucci nel 1957 presentò un progetto di “giardino tematico” dedicato a Galilei con centro studi e teatro all’aperto, ma questa idea fu presto abbandonata e per decenni quello spazio è rimasto in gran parte inagibile.
L’apertura di quel grande parco urbano è sempre stata una priorità della nostra coalizione, ma la giunta ha preferito puntare su uno spazio per eventi con annesso giardino. Un giardino, perché di questo si tratta, non un parco: un parco non può avere orari estivi così ristretti (dalle 8 alle 13 e dalle 18 alle 23) e soprattutto non può restare chiuso nelle ore più calde.
Del resto, si sono privilegiati fiori ed erbacce, si sono realizzate ampie pavimentazioni con larghi viali monumentali neanche fossimo sui Campi Elisi (tra parentesi, si poteva pensare a qualcosa di più strutturale che piantine in vaso per prevenire eventuali cadute da scalini e scivoli).
Alcune foto del “Parco” della Cittadella
Si è creato un parco attrezzato per i bambini, ma i gazebi non sono minimamente sufficienti a ripararli dal sole, e si è creato un ampio deserto a ridosso delle mura, anche a distanza di decine di metri, senza nemmeno una pianta (non è forse giunto il momento di trovare assieme alla Soprintendenza delle soluzioni per conciliare la tutela dei monumenti e la necessità, sempre più urgente, di verde?).
Come si legge nel comunicato del Comune, si è voluto creare “uno spazio multifunzionale, con aree verdi e aree gioco, un’arena dedicata agli spettacoli con anfiteatro, area archeologica” – su cui ancora si sta lavorando – “e la riqualificazione della ex piscina del Michelucci, trasformata in una bellissima struttura con funzione di bar e ristorante, dotata di spazi al chiuso e all’aperto, per dare vita ad un posto di socialità circondato dall’elemento dell’acqua e del verde”. Peccato che quegli ambienti, a un mese dall’inaugurazione, siano chiusi e registrino temperature talmente alte (soprattutto sulla terrazza) da renderle inagibili. Nelle intenzioni della giunta, il Parco della Cittadella è “un nuovo polo culturale e di aggregazione, che sarà capace di ospitare eventi, spettacoli e iniziative”. Ecco cosa intendono i nostri amministratori per aree verdi: un ristorante, gestito da privati, che organizzi feste in giardino.
Eppure abbiamo quantomai bisogno di un parco, di alberi ed ombra. Il caldo estremo non è più un’emergenza episodica: la quota di giornate estive con temperatura percepita superiore ai 32 °C è passata dal 39% nel 1991-2000 al 62% nel 2021-2025 e ciò è particolarmente grave nelle città, dove superfici impermeabilizzate che trattengono calore e il poco verde amplificano gli effetti della crisi climatica. Le zone con edifici compatti di media altezza nei mesi estivi raggiungono mediamente i 44,6 °C, mentre nelle aree con boschi urbani la temperatura si riduce a 35,9 °C. Ciò dimostra che è possibile contrastare le ondate di calore, sempre più frequenti e intense: ce lo dice l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che le sperimentazioni effettuate in centro a Roma e a Firenze, introducendo pavimentazioni che non trattengono calore e realizzando nuovi spazi verdi, hanno prodotto un calo significativo di 4/5 °C nelle ore più calde della giornata.
Proprio quelle in cui il cosiddetto Parco della Cittadella rimane chiuso (e quando è aperto, in questi giorni, è pressoché deserto, tranne che dopo il tramonto). O forse rimane chiuso perché non è pensato per proteggerci dal caldo?
Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista Pisa)
